La Nuova Sardegna

Olbia

Alluvione la perizia verrà rifatta da capo

di Tiziana Simula
Alluvione la perizia verrà rifatta da capo

Processo di appello, il tecnico che ha inguaiato l’ex sindaco Giovannelli non può proseguire. Ci sarà un nuovo incarico

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OLBIA. Perizia da rifare. Il processo in appello per le vittime del ciclone Cleopatra ha preso una piega inaspettata, ieri. La Corte presieduta da Plina Azzena, accogliendo la proposta del procuratore generale Maria Gabriella Pintus, ha deciso di affidare l’incarico a un altro professionista affinché venga fatta una nuova perizia sull’alluvione. Una decisione determinata dall’impossibilità per il geologo Alfonso Bellini, autore della perizia già all’esame della Corte, di raggiungere la Sardegna e di continuare a sottoporsi all’attività del tribunale, a causa delle sue delicate condizioni di salute. Dopo alcuni rinvii, ieri il nuovo stop alla luce delle ulteriori certificazioni mediche che attestano l’impossibilità del perito di proseguire con l’attività del processo. Vana la proposta degli avvocati di parte civile che si sono appellati all’articolo 502 del codice di procedura penale che prevede, in caso di legittimo impedimento della persona che dev’essere esaminata, che venga sentita nel luogo in cui si trova. Proposta respinta.

La Corte ha quindi deciso di affidare l’incarico a un altro perito. Il conferimento avverrà nell’udienza del primo febbraio. Si ricomincia insomma da capo. Con una perizia da rifare, quando ormai il processo era alle battute finali col contro esame di Bellini da parte delle difese. Un prolungamento dei tempi inaspettato, mentre sul processo incombono i termini della prescrizione.

Imputati per omicidio colposo plurimo l’ex sindaco di Olbia Gianni Giovannelli, il dirigente comunale Antonello Zanda, l’ex dirigente Gabriella Palermo e il funzionario Giuseppe Budroni, assolti in primo grado.

La perizia di Bellini, nelle sue oltre 200 pagine, scardinava la sentenza di primo grado nella parte in cui affermava che si era trattato di un evento eccezionale e imprevedibile. Per il perito “il peccato originale” era il non aver attivato il Piano di emergenza comunale «che, seppur carente, avrebbe limitato danni e vittime», aveva detto. Resta ora da vedere se la nuova perizia arriverà alle stesse conclusioni o meno.

«Nell’impossibilità oggettiva di proseguire, questa era l’unica strada percorribile. Ricominciamo da capo con un nuovo perito», dicono i difensori dell’ex sindaco Giovannelli, gli avvocati Nicola Di Benedetto e Agostinangelo Marras, e di Zanda, l’avvocato Jacopo Merlini.

Delusione e amarezza tra le parti civili.

«Processi così importanti non possono essere prescritti. Per l’ennesima volta la certezza del diritto e la giustizia non hanno trionfato», commenta l’avvocato Mario Perticarà che assiste due figlie di Anna Ragnedda, una delle sei vittime dell’alluvione. Il penalista ricorda anche come questo procedimento originariamente fosse unico «poi, spezzettato in quattro fascicoli dall’allora procuratore Domenico Fiordalisi, e questo non ha certamente agevolato i tempi della giustizia».

«La perizia del professor Bellini aveva dato una svolta all’intero processo, aveva fatto emergere le vere circostanze dei fatti – aggiunge l’avvocato Giampaolo Murrighile che assiste i familiari di Patrizia Corona e della piccola Morgana insieme all’avvocato Domenico Putzolu – Purtroppo le condizioni di salute del perito e le formalità dello stesso processo che impone che il perito debba anche essere sentito dalle parti, ci costringe nostro malgrado ad accettare la decisione della Corte. Ci auguriamo che i tempi non siano i soliti ai quali la giustizia ci ha abituato».

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