coronavirus
Scuole al collasso, allarme di Corda: «La situazione è ormai precipitata»
OLBIA. Gli uffici di presidenza sono diventati delle trincee. Tra casi di positività e protocolli lontani dalla realtà, le scuole sono tutte al collasso. In città oltre la metà delle classi, dagli...
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OLBIA. Gli uffici di presidenza sono diventati delle trincee. Tra casi di positività e protocolli lontani dalla realtà, le scuole sono tutte al collasso. In città oltre la metà delle classi, dagli asili alle superiori, sono finite in quarantena. A lanciare un grido d’allarme è anche Gianluca Corda, preside dell’istituto Amsicora. «La situazione è precipitata – dice Corda –. Dal punto di vista gestionale e organizzativo, è il momento più difficile dei due anni di pandemia. Stiamo lavorando 13-14 ore al giorno, sabato e domenica compresi, cercando di stare al passo con le segnalazione di positività che dobbiamo trasmettere all'Ats, gestendo i dati personalmente per motivi di privacy. Siamo costretti da un momento all'altro a riorganizzare le attività, dichiarando anche alle 23 l'auto sorveglianza degli alunni e predisponendo le misure di protezione oppure sospendendo l'attività in presenza. La causa di questa situazione è dovuta all'aumento dei positivi e all'entrata in vigore del nuovo protocollo». Un protocollo molto difficile da applicare. «Essendo da dicembre anche dirigente dell'istituto comprensivo di Loiri Porto san Paolo, ho un osservatorio privilegiato di quanto sta accadendo – continua Corda –. Attualmente già 19 classi su 31 delle tre sedi Amsicora presentano almeno un caso di positività e sono numerose quelle già in Dad. Anche all’istituto comprensivo di Loiri la situazione è complessa, con diverse sezioni dell’infanzia chiuse, diverse classi della primaria in Dad e altre delle medie sempre in Dad o in auto sorveglianza. Il vero problema di attuazione del protocollo, comunque, si presenta alla primaria. L'Ats non è più in grado di garantire un tampone al tempo T0 e pertanto ci troviamo davanti alla decisione di lasciare comunque in presenza gli studenti o di disporre la sospensione dell'attività per dieci giorni già al primo caso. Altra ipotesi è quella di chiedere alle famiglie di effettuare un tampone, dovendo loro sostenerne i costi e rischiare di creare una discriminazione tra chi può farlo e chi no. Alle medie e alle superiori i problemi sono principalmente legati alla gestione dell'attività didattica con parte degli studenti in presenza e altri a distanza». Per questo i presidi della Gallura hanno chiesto un incontro all’Ats. «Siamo riusciti a confrontarci – aggiunge Corda –. Il problema principale, oltre all'aumento dei casi, è quello del tracciamento, oramai saltato. Tre medici devono occuparsi di un territorio vastissimo. Parliamo di oltre centomila persone. Chi di dovere deve dunque potenziare il personale Ats. Non smetto un minuto di ringraziare le dottoresse Giuseppa Campus, Maria Adelia Aini ed Elisabetta Batzella per il grande supporto». Infine: «Sebbene sia sempre stato contrario alla Dad, credo che sia adesso giunto il momento di valutare qualche giorno di chiusura per dar modo alla situazione di raffreddarsi». (d.b.)
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