La Nuova Sardegna

Olbia

Insegne, verso lo scontro in aula

di Dario Budroni
Insegne, verso lo scontro in aula

Opposizione in trincea in vista del Consiglio di domani. In maggioranza c’è chi tenta la mediazione

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OLBIA. Le insegne continuano a spegnersi. C’è chi le smonta e chi le copre di nero. Ma non solo. C’è anche chi si incontra e chi prova ad aprire una breccia nelle mura dell’ufficio del sindaco. Il caso del caro insegne, esploso ormai già da parecchi giorni, è destinato a tenere banco. Il consiglio comunale di domani pomeriggio sarà per esempio l’occasione giusta per alzare il livello dello scontro. All’ordine del giorno c’è tutt’altro: variazioni di bilancio, lavori pubblici, la rotatoria di Murta Maria. Ma è praticamente certo che l’opposizione andrà all’attacco della maggioranza su quello che è uno dei temi più caldi degli ultimi tempi. Insomma, quello di domani ha tutte le carte in regola per essere un consiglio comunale particolarmente infuocato. E tutto questo mentre alcuni imbarazzi e malumori si registrano anche all’interno della maggioranza, soprattutto tra quei consiglieri che, per mestiere, riferimenti e storia familiare, sono particolarmente legati al mondo dell’imprenditoria e del commercio. E poi ci sono le associazioni di categoria: dopo aver incontrato il sindaco Settimo Nizzi, hanno ribadito la loro totale contrarietà alla delibera che ha fatto schizzare le tariffe del suolo pubblico, della pubblicità e delle affissioni.

I malumori. Il sindaco ha più volte spiegato il perché degli aumenti: le tariffe erano ferme al 1994 e gli introiti, già inseriti nel bilancio, serviranno per finanziare importanti servizi destinati ai cittadini, come trasporti, mense scolastiche e servizi dedicati alle persone con disabilità. «Entro il 31 gennaio c’è la possibilità di ridurre le proprie insegne. Chi resta sotto i cinque metri quadri non paga nulla» aveva anche detto Settimo Nizzi. Una linea sposata da gran parte della sua maggioranza, ma non proprio da tutti. Ci sono consiglieri comunali, sia dei partiti più piccoli che di Forza Italia, che stanno tentando di lavorare sottotraccia per cercare di convincere Nizzi a rivedere in qualche modo la delibera. Non è da escludere, in queste ore, un incontro con il sindaco per affrontare nuovamente la questione. Al momento, l’unico partito a uscire ufficialmente allo scoperto è stata la Lega, che, con il segretario regionale Dario Giagoni e la coordinatrice cittadina Tamara Di Iorio, ha chiesto di individuare una strada alternativa. Una linea dalla quale non si è discostato Vanni Sanna, assessore al Commercio dell’Uds eletto però in quota Lega. «Nessuno è contento di queste tariffe e neanche il sindaco lo è. Non si diverte mica a mettere questi balzelli – aveva detto Sanna nei giorni scorsi –. Come ha già spiegato il primo cittadino, si è cercato di chiudere il bilancio senza andare a colpire i più deboli. Detto questo, sono ben consapevole delle grandi difficoltà degli imprenditori e dei commercianti e per questo dobbiamo capire se esistono delle strade alternative».

L’opposizione. La minoranza si prepara adesso al vero scontro e proverà quindi a infiammare il consiglio comunale di domani, che prenderà il via alle 16. Difficilmente i consiglieri della Grande coalizione riusciranno a resistere alla tentazione di far emergere i malumori e gli imbarazzi all’interno della maggioranza. Nel frattempo, oggi, gli stessi consiglieri di minoranza dovrebbero incontrarsi con le associazioni di categoria che hanno più volte apertamente bocciato l’aumento delle tariffe, come Confcommercio, Confindustria, Cna, Confapi e Confartigianato. Nei giorni scorsi i gruppi che formano la Grande coalizione (Olbia democratica, Liberi Insieme e Gruppo misto) avevano anche chiesto la convocazione di un consiglio comunale aperto per coinvolgere nel dibattito i cittadini e gli operatori del settore.

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