«Il caro-energia mette a rischio la ripresa»
Cna Gallura, il presidente Pasella illustra una ricerca che ha coinvolto 2500 aziende artigiane
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OLBIA. Il caro-energia rischia di frenare la ripresa economica, denuncia Giovanni Pasella, presidente della Cna Gallura sulla base di un’indagine del centro studi dell’associazione che ha riguardato 2500 imprese. L’enorme rincaro delle bollette nell’ultima parte dell’anno – spiega la Cna – ha fatto schizzare di oltre il 30% la spesa nella media del 2021 rispetto al 2019 per i settori delle costruzioni e dei trasporti, mentre solo la filiera del turismo mostra incrementi inferiore al 20%. E nel 2022 andrà anche peggio, considerato – prosegue ancora la Cna – «che i prezzi del primo trimestre mostrano un balzo del 112% rispetto allo stesso periodo del 2019». Secondo l’indagine, « il 95% delle imprese ritiene che il caro-bollette avrà un forte impatto sulla propria attività, solo il 5% indica che non ci saranno effetti significativi. Per le imprese del comparto costruzioni l’importo della bolletta è aumentato del 33,1% tra il 2019 e il 2021, per i trasporti 31,9% e per la manifattura 29,9%. Incrementi del 21,4% per il commercio, 18,6% per la filiera del turismo e 23,3% per gli altri servizi». Gli aumenti, ovviamente, si tradurranno in maggiori costi per gli utenti finali. «Per fronteggiare il caro-energia – spiega la Cna – il 53% delle imprese si vedrà costretto a ritoccare i listini in particolare manifattura e costruzioni (rispettivamente 62,8% e 54,4%) mentre il 66% delle imprese di trasporto, il 64% dei servizi alle imprese e il 56% dei servizi alla persona indicano che manterranno invariati i prezzi». L’impennata dei costi energetici, in ogni caso «provocherà un taglio dei margini di guadagno per il 77,5% del campione; soltanto il 10,6% prevede di ridurre la produzione e il 6,8% prospetta il fermo dell’attività a causa di costi insostenibili con punte del 24% nel settore del turismo. Per il 17% del settore servizi alle imprese non ci sarà alcun impatto significativo e per l’11% delle costruzioni». Tra le varie azioni per ridurre l’impatto del caro energia, dice la Cna, oltre ai tagli di altre voci di spesa, al ritocco dei listini, al rinvio degli investimenti programmati, solo un’impresa su 5 investirà in tecnologie di efficientamento energetico. Circa un’impresa su 10 invece dichiara di essere pronta a tagliare l’organico e il monte retribuzioni. «Il caro-energia – precisa Pasella – rischia di frenare la ripresa economica perché va a intaccare i margini di guadagno delle imprese. Tutti gli oneri di sistema in bolletta, ad esempio, gravano di più, in percentuale, su utenze medio piccole – come i nostri artigiani – anziché su realtà più strutturate: questo aspetto può essere oggetto di miglioramenti. Vediamo in modo positivo l’adozione di provvedimenti e agevolazioni approvati dal Governo ma pensiamo siano per lo più manovre emergenziali. Assodato che questo trend sembra possa perdurare per qualche tempo, è chiaro che sono necessari interventi radicali, come appunto il ripensamento della struttura della bolletta e dei costi fissi».
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