La Nuova Sardegna

Olbia

«Parco allo sbando, dimettiamoci tutti»

di Claudio Inconis
«Parco allo sbando, dimettiamoci tutti»

La Maddalena. Dura denuncia del consigliere Esposito: «Il presidente assente, il direttore che manca, l’attività paralizzata»

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LA MADDALENA. «Non sprechiamo altro tempo a occupare una poltrona che non ha più senso occupare: dimettiamoci tutti». Arriva da Michele Esposito, consigliere dell'Ente parco nazionale La Maddalena, la dura provocazione a tutto il direttivo a conclusione di un 2021 totalmente da dimenticare, dice: «La peggiore stagione estiva della sua storia, senza un direttore e con un presidente a distanza. Al termine dell'estate avevo denunciato il disastro ma nonostante le mie segnalazioni in questi mesi nessuno ha mostrato interesse per le vicissitudini del Parco e del suo arcipelago: il presidente Fonnesu fa spallucce e nessun consigliere di amministrazione sente la necessità di entrare nel merito dei giudizi espressi».

Preoccupa la gestione dell'Ente visto che – secondo Esposito – senza aver preso in esame l'ipotesi di commissariamento, si è proseguito nell'attività con questa formula provvisoria, ma i nodi stanno diventando sempre più ingarbugliati: «Siamo immersi in un caos calmo in cui la procedura di selezione del nuovo direttore, alla quale si lavora dal 30 settembre scorso, è in alto mare, persa tra cavilli burocratici e pareri legali. Il direttivo non si riunisce da quasi sei mesi, come se non ci fossero adempimenti, uno su tutti il Piano della performance, cui tenere conto o discussioni da affrontare. Il presidente è sempre in Francia, alcune iniziative importanti come le borse di studio e i premi di laurea sono saltati non si sa bene per quale motivo. Non esiste nessun documento che parli di programmazione futura, di gestione dei flussi turistici, di misure di salvaguardia per l’estate prossima».

Ulteriore motivo di preoccupazione è la gestione economica. «Ad oggi, fine gennaio, non esiste un bilancio approvato – evidenzia il consigliere – Il documento è ancora in corso di lavorazione e pare, a detta degli uffici, che contenga spiacevoli sorprese». Un quadro desolante in cui, secondo Esposito, c'è ben poco da salvare: «Risultano ancor più ridicoli i toni di giubilo con cui si saluta la cattura di un cinghiale o il pagamento di una fattura. Sono azioni dovute alla collettività per le quali l’amministrazione in carica ha atteso, con enorme pazienza, ben oltre il necessario. Sarebbe più saggio, per chi ha ancora la scorza adatta a sopportare il peso del fallimento che stiamo vivendo, aspettare in silenzio la fine di questa sfortunata consiliatura, avendo ben chiaro il drammatico vuoto di gestione che ci aspetta per le prossime due stagioni, quelle che mancano alla fine del mandato». A questo punto sarebbe quasi preferibile farsi da parte: «Dimettiamoci tutti. Mi rivolto al presidente e agli altri consiglieri: non sprechiamo altro tempo a occupare una poltrona che non ha più senso occupare, evitiamo di infierire ancora una volta su un cadavere freddo com’è quello del Parco di La Maddalena. Lasciamo il posto a chi ha più tempo, più voglia e più carattere da mettere a disposizione per il bene del nostro territorio».

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