Tra soci americani e scatole cinesi
Del progetto olbiese si parla dal 2004. Il mistero della società Italian blue Llc
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OLBIA. Di maxi yacht al Molo Brin – e soprattutto di Quay Royal Olbia srl – si comincia a parlare seriamente già nel 2004. Il progetto fa discutere e la società è immersa in un groviglio internazionale di società, notai, procuratori, misteriosi soci americani e scatole cinesi.
Come ha sempre puntualmente riportato La Nuova Sardegna, il cuore del progetto maxi yacht era allora la General port service srl, una società composta da un gruppo di facoltosi imprenditori olbiesi che per l’occasione aveva sigliato un accordo con la Italian blue Llc e contestualmente costituito una nuova società, la Quay Royal Olbia srl, che nelle intenzioni doveva gestire già da allora la realizzazione del progetto maxi yacht. Sono sempre rimasti avvolti nel mistero i soci del gruppo di imprenditori olbiesi. Secondo l'atto redatto dal notaio ginevrino Gérard Defacqz nel 2005, la Italian blue ilc era una società di diritto statunitense, con sede legale a Cheyenne, la capitale del Wyoming, all'indirizzo 200 Boyd building 1720 Carey avenue. Lo stesso indirizzo di uno studio di avvocati d'affari: la Hirst & Applegate.
La Italian blue Llc, che aveva un capitale sociale di appena cento dollari, aveva sicuramente un legame molto forte con la Svizzera, esattamente Ginevra, dove era stato redatto l'atto di nomina del procuratore di fatto della società, l'ingegnere Renzo Pozzo. Il problema insuperabile è che nella Camera di commercio di Ginevra, così come in quella americana di Cheyenne, non è mai risultata iscritta una società con nome Italian blue llc. Impossibile capire, quindi, chi erano i veri soci dell’olbiese General port service srl. (m.b.)
Come ha sempre puntualmente riportato La Nuova Sardegna, il cuore del progetto maxi yacht era allora la General port service srl, una società composta da un gruppo di facoltosi imprenditori olbiesi che per l’occasione aveva sigliato un accordo con la Italian blue Llc e contestualmente costituito una nuova società, la Quay Royal Olbia srl, che nelle intenzioni doveva gestire già da allora la realizzazione del progetto maxi yacht. Sono sempre rimasti avvolti nel mistero i soci del gruppo di imprenditori olbiesi. Secondo l'atto redatto dal notaio ginevrino Gérard Defacqz nel 2005, la Italian blue ilc era una società di diritto statunitense, con sede legale a Cheyenne, la capitale del Wyoming, all'indirizzo 200 Boyd building 1720 Carey avenue. Lo stesso indirizzo di uno studio di avvocati d'affari: la Hirst & Applegate.
La Italian blue Llc, che aveva un capitale sociale di appena cento dollari, aveva sicuramente un legame molto forte con la Svizzera, esattamente Ginevra, dove era stato redatto l'atto di nomina del procuratore di fatto della società, l'ingegnere Renzo Pozzo. Il problema insuperabile è che nella Camera di commercio di Ginevra, così come in quella americana di Cheyenne, non è mai risultata iscritta una società con nome Italian blue llc. Impossibile capire, quindi, chi erano i veri soci dell’olbiese General port service srl. (m.b.)
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