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Bollitura del sughero la Regione spinge per una moratoria

Bollitura del sughero la Regione spinge per una moratoria

BUDDUSÒ. Qualcosa si muove sul fronte del sughero dopo la protesta degli imprenditori locali contro la recente modifica della disciplina nazionale che consente l’esportazione e la vendita del...

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BUDDUSÒ. Qualcosa si muove sul fronte del sughero dopo la protesta degli imprenditori locali contro la recente modifica della disciplina nazionale che consente l’esportazione e la vendita del prodotto soltanto dopo la bollitura. La vicenda, che ha scatenato l’allarme in tutte le produzioni sughericole della Sardegna, è approdata adesso in consiglio regionale, mentre a livello nazionale il deputato Alberto Manca (Movimento 5 Stelle), che aveva proposto l’emendamento alla Camera, ha dichiarato via social l’intenzione di chiedere uno stop alla norma da lui stesso proposta per fare un approfondimento con il ministero competente. Niente di ufficiale, al momento, ma una riflessione sul problema è nell’aria.

Intanto, nei giorni scorsi la commissione Attività produttive del consiglio regionale, presieduta da Piero Maieli (Psd'az), ha affrontato la questione. A cominciare dalla più probabile e temuta delle conseguenze, cioè il possibile blocco delle esportazioni del sughero sardo a causa della nuova norma nazionale che impone la bollitura del prodotto prima di essere venduto. In particolare, la commissione regionale ha ascoltato una delegazione di imprenditori che si è detta assolutamente contraria a una norma che metterebbe in ginocchio l’intero comparto.

La produzione del sughero in Sardegna attualmente impiega centinaia di lavoratori, il prodotto è molto richiesto in Spagna e Portogallo con ottimi ritorni economici per le aziende sarde. L’introduzione dell’obbligo della bollitura di fatto renderebbe impossibile la commercializzazione del prodotto alla maggior parte delle aziende, restringendo il mercato ai soli grandi sugherifici.

La commissione regionale sta preparando una risoluzione per chiedere una moratoria. Con ogni probabilità sarà pronta la prossima settimana dopo che sarà sentita in audizione anche una delegazione dei rappresentati delle grandi aziende di trasformazione, che da subito – attraverso la Confindustria – si sono dichiarate favorevoli alla nuova normativa.

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