La Nuova Sardegna

Olbia

Insegne, scatta la proroga e si paga entro il 31 marzo

di Dario Budroni
Insegne, scatta la proroga e si paga entro il 31 marzo

Il sindaco Nizzi: le aziende avranno più tempo per decidere se toglierle o saldare Nessuna retromarcia sulle tariffe: restano invariate, siamo nella media nazionale

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OLBIA. Il sindaco non inserisce la retromarcia. Settimo Nizzi va avanti e ribadisce: «La tassa si paga». L’unica novità è che la giunta, ieri mattina, qualche ora prima del consiglio comunale, ha prorogato il termine di pagamento della prima rata dal 31 gennaio al 31 marzo. Un modo per tendere la mano agli imprenditori e ai commercianti in rivolta. «Chi sta ancora valutando se rimuovere o meno la propria insegna avrà il tempo per ponderare la scelta» dice Nizzi. Insomma, le tariffe del Canone unico patrimoniale rimarranno le stesse. I titolari delle aziende avranno soltanto due mesi in più per decidere cosa fare delle loro insegne. Tre le opzioni: toglierle del tutto, pagare quanto chiesto dal Comune oppure intervenire sulle dimensioni (sotto i cinque metri quadrati non si paga). «Se i cartelli verranno ridotti, a noi andrà sicuramente bene – continua il sindaco –. Il nostro non è stato un atto di imperio. Ci siamo solo comportati come gli altri 8mila Comuni italiani».

Il perché. Nizzi torna quindi a difendere la delibera di novembre che ha fatto salire alle stelle le tariffe relative a suolo pubblico, affissioni e pubblicità. Una delibera che ha innescato la rivolta del settore, le dure critiche dell’opposizione e anche qualche malumore all’interno della maggioranza. Ieri, durante il consiglio comunale, alcuni imprenditori hanno anche esposto uno striscione di protesta. «Abbiamo adeguato la viabilità e le tariffe. Erano ferme al 1994, quando Olbia era diversa – spiega Nizzi –. Non potevamo non adeguare le categorie delle varie aree, come la zona industriale, viale Aldo Moro, le altre vie principali, il centro storico, Murta Maria, Porto Rotondo e San Pantaleo». Tra cambi di fascia delle strade e nuovi coefficienti, gli operatori hanno visto le proprie tariffe aumentare anche del 600 per cento. «Per chiudere il bilancio, e dare più servizi ai cittadini, abbiamo dovuto fare una scelta. Ed è ricaduta su quelle attività che da una parte hanno l’opportunità di scegliere e dall’altra un onere totalmente deducibile» continua il sindaco.

Via le buste nere. «Abbiamo utilizzato un moltiplicatore che è nella media nazionale – prosegue Nizzi –. In bilancio abbiamo inserito un milione e mezzo di euro. Non avevamo altri luoghi dove prendere quei denari. I costi di Olbia sono cresciuti: il verde pubblico è aumentato di dieci volte e sono triplicate le richieste relative al trasporto scolastico. In più ci sono tanti altri servizi». Le aziende, dunque, avranno tempo fino al 31 marzo per decidere. Il regolamento, inoltre, prevede anche una rateizzazione, distribuita tra marzo, maggio, agosto e novembre. Nizzi, tra le altre cose, spiega anche non verranno tollerate le insegne attualmente coperte di nero per protesta: «L’insegna o si mette o si toglie. La copertura con una busta di plastica non è accettabile dal punto di vista del decoro urbano». Se in tanti dovessero togliere le insegne, il Comune rischierebbe però di non incassare il milione e mezzo preventivato in bilancio. «Il rischio c’è – ammette Nizzi –. Ma prima molte insegne non venivano rilevate, ora sì. Ci sarà anche una lotta all’abusivismo».

Le critiche. Il sindaco risponde infine alle associazioni di categoria che lo avevano incontrato e poi criticato: «Sono dispiaciuto, ci eravamo lasciati d’accordo sul fatto che ci avrebbero dato una risposta. La risposta non è arrivata, è arrivato ben altro. Ma questo non vuol dire che non continueremo a discutere». Infine, una battuta sull’opposizione: «È normale che cavalchi l’onda, l’unica cosa che a loro rimane da fare è urlare».

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