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confagricoltura. la lotta al coleottero killer 

Mele: «Sughero, serve più ricerca la bollitura non risolve il problema»

Mele: «Sughero, serve più ricerca la bollitura non risolve il problema»

OLBIAIl comparto del sughero è in attesa di capire cosa accadrà nei prossimi mesi. Un emendamento alla finanziaria nazionale, presentato da due parlamentari M5s, aveva infatti scatenato la rivolta di...

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Il comparto del sughero è in attesa di capire cosa accadrà nei prossimi mesi. Un emendamento alla finanziaria nazionale, presentato da due parlamentari M5s, aveva infatti scatenato la rivolta di numerosi operatori del settore, preoccupati dall’obbligo di bollitura del sughero prima dell’esportazione. Successivamente uno dei promotori dell’emendamento, il deputato Alberto Manca, aveva però spiegato che tutto è stato sospeso per un anno e che la parola è passata agli scienziati.. E così sul tema interviene ora anche Confagricoltura, che auspica più prevenzione, più ricerca e una maggiore riflessione. «Per contenere e contrastare la diffusione del coleottero che attacca le sughere deprezzandone il valore fino al 70%, è necessario intervenire a monte – commenta il presidente regionale Paolo Mele –. Bisogna mettere in campo tutti gli strumenti di prevenzione. Si possono portare avanti in modo sinergico e integrato più tecniche: dalle disinfestazioni biologiche degli alberi alla cura di bosco e sottobosco, dalle trappole con esca o con feromoni all’uso di insetti predatori. L’idea del trattamento termico del prodotto per depopolare le larve è una soluzione a posteriori, a danno fatto, che non contribuisce a risolvere il problema o a tutelare la qualità del sughero, così come stanno dimostrando i pochi studi disponibili».

Confagricoltura lancia poi la proposta di una moratoria. «Come associazione proponiamo alla politica regionale e nazionale di sostenere una moratoria sull’entrata in vigore della nuova norma – prosegue Mele –. Una finestra che permetterebbe da un lato un maggior confronto tra gli operatori del settore su possibili modifiche alla legge e dall’altro un raggiungimento di risultati più affidabili sul piano della ricerca scientifica. Oggi c’è l’università che fa i suoi studi, ma stanziando nuovi fondi si potrebbe costituire un gruppo di esperti a cui far partecipare le migliori professionalità. Sul piano economico è inoltre necessario fare tutte le dovute valutazioni che continuino a garantire le regole del libero mercato».

Un tema, quello della bollitura del sughero, di cui si è parlato anche nella commissione Attività produttive della Regione. Presenti anche Confagricoltura e il docente di entomologia forestale dell’università di Sassari, Andrea Lentini. Lo studioso ha ricordato come la ricerca in Sardegna sia appena iniziata e che al momento mancano numerose informazioni, a differenza di altri paesi come Spagna, Portogallo e Francia.

«Il trattamento termico proposto nella nuova legge – ha spiegato Lentini – può essere uno degli interventi, ma non il solo, poiché serve a uccidere gli stadi vivi tra larva e adulto. Con l’esposizione all’aria, che segue all’estrazione, la larva muore, mentre continua a sopravvivere solo lo stadio di pupa protetta nello spessore del sughero. Allo stato attuale non esiste una ricetta esclusiva capace di superare l’emergenza. Si può quindi solo operare su più fronti, in attesa di nuove soluzioni che arrivino dalla ricerca».

Per questo il presidente di Confagricoltura chiede di investire maggiormente nella ricerca. «È sempre più indispensabile proseguire la ricerca – dice Mele – e mettersi a costruire strumenti finanziari, governativi e regionali, capaci di sostenere i proprietari delle piante nella pulizia e nella manutenzione dei boschi e gli operatori del settore nell’eventuale acquisto, sul medio e lungo periodo, delle strumentazioni necessarie per la bollitura. Al contempo si dovrebbero promuovere dei progetti debitamente finanziati per la rigenerazione del bosco».



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