La Nuova Sardegna

Olbia

tensione all’asl 2 

Lettera della direzione aziendale: stop all’anarchia nelle notizie

OLBIA. Una lettera della direzione generale ai direttori e ai dirigenti dei vari settori dell’Asl 2 agita il clima nell’ambito della sanità pubblica gallurese. L’oggetto della lettera spiega tutto:...

2 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. Una lettera della direzione generale ai direttori e ai dirigenti dei vari settori dell’Asl 2 agita il clima nell’ambito della sanità pubblica gallurese. L’oggetto della lettera spiega tutto: divieto di divulgazione di notizie aziendali all’esterno. Il direttore generale Marcello Acciaro chiede ai dirigenti medici e amministrativi di diffonderla tra il personale. Il testo ricorda «quanto disposto dall’articolo 10 (rapporti con il pubblico) del Codice di comportamento aziendale». Detta in sintesi: fatto salvo il diritto di diffondere informazioni ed esprimere valutazioni a fini di tutela di diritti sindacali, i dipendenti dell’Asl non possono fare dichiarazioni pubbliche che risultino “offensive nei confronti dell’Azienda” né “commenti inappropriati e non veritieri su aspetti organizzativi di carattere interno”. I rapporti con stampa e organi di informazione, precisa la lettera, sono materia della direzione aziendale e dello staff. I dipendenti non possono parlare senza essere autorizzati.

La lettera, manco a dirlo, non è rimasta riservata come avrebbe voluto l’Asl. E non è stata nemmeno accolta con favore dai diretti interessati. Anzi. C’è chi, nell’anonimato, parla di “lettera bavaglio”. Un giudizio duro sul quale pesano i provvedimenti disciplinari avviati un anno fa dall’Ats-Sardegna nei confronti dei primari dell’ospedale Giovanni Paolo II invitati dal sindaco e dal consiglio comunale di Olbia a illustrare all’assemblea le gravi carenze della sanità gallurese. Alcuni esprimono il timore che la lettera punti a mettere la sordina sui problemi e le carenze con cui devono fare i conti gli operatori sanitari e soprattutto gli utenti del servizio pubblico.

Marcello Acciaro nega con veemenza intenti censori. «Nessun bavaglio, solo le regole da rispettare – spiega il direttore generale dell’Asl 2 – È quanto previsto dalla legge Brunetta e dai regolamenti che riguardano i dipendenti della pubblica amministrazione. Abbiamo delle responsabilità ed è nostro dovere ricordare ai dirigenti che devono farle rispettare». Acciaro, in particolare, spiega che vuole mettere un freno agli sfoghi in libertà sui social: «È sgradevole vedere gente che racconta storie dell’azienda e spara a zero creando panico, discussioni e discredito. Questo non vuol dire non poter dare informazioni agli organi di stampa. I primari possono farlo, è giusto che lo facciano. Ma non può esserci l’anarchia, ci sono la legge e le regole da seguire». E per sottolineare ancora di più che non ci sono intenti censori, a proposito dei provvedimenti disciplinari aperti un anno fa nei confronti dei primari Acciaro dice che lui non l’avrebbe fatto. (a.se.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative