La Nuova Sardegna

Olbia

Aeroporto, boom di soldi non dichiarati

di Paolo Ardovino
Aeroporto, boom di soldi non dichiarati

Il bilancio 2021 dell’Agenzia dogane, scoperti a Olbia 440mila euro dei 470mila complessivi individuati nei tre scali sardi

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OLBIA. Nel bilancio sull’ultimo anno solare, l’Agenzia delle accise, dogane e monopoli (Adm) ha reso noti i frutti dell’attività di contrasto ai traffici illeciti di denaro presso gli aeroporti sardi. Nel 2021, è stato scoperto quasi mezzo milione di euro non dichiarato. Circa 470mila euro, dei quali colpisce un dato: poco più di 440mila riguardano il solo aeroporto di Olbia. Vien facile immaginare fughe di valigette stile Pulp fiction. Non è andata proprio così. A incidere, spiegano dall’Adm, è il traffico di turisti facoltosi che atterrano all’Aviazione generale.

Denaro non dichiarato. Secondo la nota diffusa dalla direzione Toscana, Sardegna e Umbria dell’agenzia doganale, il lavoro svolto nell’arco dell’anno appena concluso insieme alla Guardia di finanza negli aeroporti di Olbia, Alghero e Cagliari ha portato al rilevamento di «441.679 euro non dichiarati presso l’aeroporto di Olbia e 25.000 euro presso lo scalo di Cagliari, in possesso di cittadini comunitari ed extracomunitari, che si sono avvalsi dell’istituto dell’oblazione. In particolare, sono state contestate 20 violazioni in totale, che hanno comportato in due casi sequestri della valuta illecitamente trasportata per l’importo complessivo di 83.000 euro e nei rimanenti casi la definizione con contestuale pagamento di sanzioni amministrative per circa 11.000 euro». Inoltre, il dato sulla valuta non dichiarata è triplicato rispetto al 2020, quando il totale fu di 153mila euro. Ma l’incremento è in gran parte dovuto alla diminuzione drastica di viaggiatori durante l’annus horribilis della pandemia.

La spiegazione. I numeri non devono sorprendere, sostiene il dirigente degli uffici delle dogane di Sassari e Cagliari, Luca Cancelliere. «I dati parlano di una concentrazione dei sequestri valutari soprattutto nell’aeroporto di Olbia, che però si divide in due settori: l’aviazione commerciale, con i voli di linea, e l’aviazione generale, i voli privati – spiega Cancelliere –. Ciò significa che, rispetto ad Alghero e Cagliari, la concentrazione di passeggeri con ingenti disponibilità economiche e quindi abituati a viaggiare con un alto quantitativo costante è in prevalenza presso Olbia. Tra l’altro, quasi esclusivamente all’aviazione generale. Si tratta di profili per cui viaggiare con diverse migliaia di euro al seguito è normalità. Questo spiega il così alto numero». Secondo le regole vigenti è necessaria la dichiarazione per quantitativi in contanti superiori ai 10mila euro, con sequestri che possono andare dal 30 per cento al 50 per cento del totale a seconda dell’eccedenza e sanzioni amministrative in caso contrario.

I controlli. L’aumento delle somme scoperte rispetto al 2020? «Dipende dal diverso numero di passeggeri e dall’aumento di personale assegnato alla sezione operativa territoriale olbiese, i controlli si sono intensificati», spiega il dirigente degli uffici delle dogane di Sassari e Cagliari. In aeroporto, i funzionari doganali eseguono controlli di ogni genere, dalla valuta alle sostanze stupefacenti ai furti ormai noti di sabbia e conchiglie («lo scorso ottobre a un turista francese è stato sequestrato un reperto archeologico, il collo di un’anfora», ricorda Cancelliere). Attiva anche la sezione portuale, «molto impegnata sotto il profilo doganale con i controlli sull’importazione, i flussi più ingenti riguardano il tonno da paesi extra Ue destinato alla Generale conserve». Inoltre, l’Agenzia delle accise, dogane e monopoli ha stipulato un protocollo d’intesa con l’amministrazione comunale e collabora con la polizia locale sulla contraffazione di prodotti.

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