I vigili del fuoco salutano l’ispettore Budroni
Cerimonia in caserma, va in pensione una figura storica del corpo in città e nel territorio
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OLBIA. L’urlo delle sirene rimbomba nel piazzale della caserma olbiese e rende omaggio a una lunga carriera che si conclude. Giampiero Budroni, ispettore antincendi esperto, va in pensione tra le luci blu dei lampeggianti e gli applausi dei colleghi. Vigile del fuoco mosso da una grande passione, classe 1962, nato a Roma da genitori sardi e trasferitosi in città una volta assunto nel corpo nel 1985, ha quasi sempre lavorato a Olbia, nella storica caserma di piazza Crispi, in quella nuova di zona Basa e, per un periodo, anche nel distaccamento aeroportuale. I suoi colleghi, ieri mattina, lo hanno salutato con il tradizionale rito delle sirene accese e anche con la proiezione di un video che ripercorre le tappe principali della sua carriera, realizzato per l’occasione dal vigile e videomaker Giovanni Ambrosino. Sirene accese anche nella caserma dell’aeroporto Costa Smeralda e, venerdì, nella sede del comando provinciale, a Sassari, con il saluto del comandante Gianfrancesco Monopoli e degli altri colleghi. Giampiero Budroni, promosso funzionario nel 2015, è diventato negli anni punto di riferimento in Gallura sia per le sedi terrestri che per quella aeroportuale. Durante la sua permanenza nel corpo si è anche dedicato a diverse attività di ricostruzione storica. Nel 2008 aveva dato alle stampe il libro «Con gran coraggio e audacia»: un volume, edito da Taphros, che ripercorre la storia dei vigili del fuoco a Olbia. All’interno della sede del distaccamento della Basa, Budroni, che è stato anche istruttore professionale, ha inoltre contribuito all’allestimento di uno spazio museale dove si possono ammirare elmi, divise e antichi mezzi. Per lungo tempo impegnato nel sindacato, nelle fila della Cgil Funzione pubblica, l’ispettore Budroni ha prestato servizio in occasione di numerose e drammatiche emergenze, dall’incendio di San Pantaleo dell’agosto 1989 fino all’alluvione di Olbia del novembre 2013 e al terremoto delle Marche del 2016. «Durante la sua carriera – si legge in una nota del comando – si è distinto per le sue capacità tecniche ricevendo dei riconoscimenti ufficiali tra i quali l’elogio per l’intervento di soccorso, nel 2006, di una persona rimasta all’interno di un furgone travolto da un torrente in piena. Si è sempre distinto per la grande partecipazione alle attività del comando, non solo a quelle formative ma a tutte le attività organizzative e migliorative delle strutture non facendo mai mancare il suo appoggio e la sua collaborazione ai colleghi, durante e fuori dal servizio, condividendo con entusiasmo le sue esperienze e le sue conoscenze. Fino all’ultimo ha studiato e approfondito le nuove tecniche di spegnimento, l’utilizzo di nuovi macchinari e attrezzature di soccorso con umiltà e curiosità. Se sotto questi aspetti il comando è cresciuto è anche e soprattutto merito suo».
A Budroni, continua la nota, sono «riconosciuti professionalità e dedizione, non solo dai colleghi, ma dagli utenti, dagli altri enti, dalle amministrazioni locali e dai gestori delle sedi aeroportuali». (r.o.)
A Budroni, continua la nota, sono «riconosciuti professionalità e dedizione, non solo dai colleghi, ma dagli utenti, dagli altri enti, dalle amministrazioni locali e dai gestori delle sedi aeroportuali». (r.o.)
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