La Nuova Sardegna

Olbia

Stop allo sbarco dei topi Tavolara teme l’invasione

di Paolo Ardovino
Stop allo sbarco dei topi Tavolara teme l’invasione

I controlli dell’Amp fermano il “ratto delle chiaviche” all’isola dei Cavalli «Molto pericolosi per l’ambiente: mangiano uova, uccelli e altre specie»

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OLBIA. C’è il topo di campagna, il topo di città e a quanto pare anche il topo di mare. E sta tentando la conquista delle isole dell’area marina protetta di Tavolara. Un’invasione che, se non fermata, sarebbe molto pericolosa per l’ambiente del parco. C’è da immaginarlo: un gran respiro e via a nuoto fino alle rive più vicine oppure intrufolato su una barca per arrivare nel regno più piccolo del mondo. Per ora, il pericolo è scampato. Attraverso i canali social è stata proprio l’Amp a comunicare il ritrovamento di un ratto, intercettato da una delle postazioni di monitoraggio. Un “ratto delle chiaviche”, specie di roditore prima d’ora mai segnalata sulle piccole isole dell’area.

Monitoraggio. «Nell’ambito delle attività di monitoraggio successive al progetto Life Puffinus Tavolara – queste le righe condivise online –, sull’isola dei Cavalli è stato ritrovato per la prima volta un individuo di Rattus norvegicus, Ratto delle chiaviche. Il ritrovamento testimonia l'importanza di queste attività: l'isola dei Cavalli dista solo 300 metri dalla terraferma e i ratti hanno più volte tentato la colonizzazione dal mare. Intercettarli consente di proteggere il risultato del progetto life negli anni, mantenendo Tavolara senza ratti». Questo appena effettuato è solo l’ultimo di una serie di controlli periodici per contrastare la diffusione dei piccoli mammiferi invasivi sulle coste protette. Altri monitoraggi all’isola Piana e all’isola dei Cavalli, le più vicine alla terraferma, erano stati condotti a ottobre e nella scorsa primavera, in entrambi i casi le isole risultarono “rat free”. Il continuo controllo si occupa di mantenere l’area in sicurezza in seguito al progetto incentrato sulla tutela della berta minore mediterranea che ha la sua colonia più grande proprio a Tavolara.

Il ritrovamento. Il ratto nero era stato già eradicato da tempo, ora dall’Amp dopo la scoperta di quest’altra specie, il ratto delle chiaviche, esultano per aver evitato la sua eventuale diffusione. Visto l’ostacolo del mare, si potrebbe pensare che per i roditori l’attraversamento sia arduo. Non è proprio così, spiega la responsabile del monitoraggio del piano "after life" dell’Amp, Giovanna Spano: «Specie l’isola dei Cavalli, che dista poco dalla terra di Porto San Paolo, sappiamo che è a rischio. Soprattutto in estate, quando l’acqua è più calda, ratti possono nuotare fino a 500 metri. È possibile che arrivino anche a bordo di imbarcazioni» con la complicità involontaria dell'uomo, che tra una tappa e l'altra nelle spiagge potrebbe trasportare ospiti indesiderati fin sopra Tavolara. Perciò sono state sistemate postazioni ad hoc con trappole, alcune approvate dalle associazioni animaliste perché non prevedono l’uso di veleno e non provocano sofferenza. Una di queste ha fermato l'invasore. «Qualche giorno fa – racconta la naturalista – abbiamo trovato degli avanzi e capito che si trattava di un ratto grande dal suo teschio, il rattus norvegicus, identificato dall’impronta delle radici del primo molare dell’arcata superiore».

Rischio ratti. Al momento sull'isola Piana e dei Cavalli si trovano unicamente esemplari di topolini domestici, ma anche per loro è in programma un intervento specifico. «Perché i ratti sono un problema? Se anche rimanessero nelle due piccole isole, metterebbero a rischio le loro componenti da tutelare. La fauna, dato che sono presenti lucertole endemiche della Sardegna e della Corsica e piccoli uccelli della macchia mediterranea di cui mangiavano uova e pulcini, ma pure la flora, data la particolare vegetazione». Tavolara non è un'isola per topi.

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