La Nuova Sardegna

Olbia

Calangianus, 500 cinghiali abbattuti

Calangianus, 500 cinghiali abbattuti

Bilancio di 17 giornate di caccia. La gente di campagna ringrazia le squadre

2 MINUTI DI LETTURA





CALANGIANUS. Oltre cinquecento i cinghiali abbattuti nel territorio comunale dalle sei squadre di caccia grossa nelle 17 giornate della stagione venatoria terminata domenica. I primi a felicitarsi del bottino così ricco, e mai registrato in passato, non sono solo i circa 250 componenti le sei squadre ma chi dall’agricoltura trae sostentamento. Sono i proprietari di terreni seminativi, di vigneti e anche chi abita nelle periferie, ove i cinghiali ormai sono di casa. «Mi complimento con i cacciatori - dice un allevatore - ma non sapete che sollievo è per noi che abbiamo spese per le coltivazioni distrutte, le recinzioni rese inefficaci. Noi invitiamo i cacciatori nelle nostre proprietà perché amiamo il lavoro ereditato dai padri. Ma la crescita sproporzionata dei cinghiali è troppo penalizzante. Abbiamo già problemi per i virus che incombono, per il costo dei mangimi, la movimentazione, per commerciare i prodotti. Speriamo che si trovi una soluzione per il futuro».

Sulla caccia grossa in paese si è sempre discusso. Nel dicembre 1988 il sindaco Tore Brigaglia, cacciatore, proibì i cortei con l’esibizione sui cofani delle macchine dei capi abbattuti; l’anno dopo un altro sindaco, Stefano Scano, non cacciatore, annullò l’ordinanza ma di cortei con trofei non se ne videro più. Lo sport venatorio continua ad affascinare con i suoi riti di aggregazione, con i capisquadra che esplorano in settimana il territorio alla ricerca di tracce e predisporre gli uomini con i fucili alle poste e chi deve lanciare i cani nella “chirrita” (l’area scelta per la battuta). L’abbondanza di capi stupisce anche un anziano caposquadra, Luigi Inzaina, classe 1932, oggi in pensione. «Ai miei tempi quanta strada per centrare un capo. Era una festa. Oggi invece i cinghiali sono ovunque, una esagerazione».

Paolo Asara, consigliere comunale fornisce i dati sulle sei squadre La prima risulta essere la Amadori, Sechi, Palitta con 142 capi abbattuti nelle zone di Cuncata, Lostia, Sarra di Monti, Stazzana. Nota per Giovanni Palitta, 86 anni, che ha ancora fatto centro e per la giovane lurese Marianna Loriga al suo primo capo abbattuto.

Segue la squadra di Alessio Giua (Limbara e Lu Casteddhu) con 114 prede; quella di Leonardo Ricciu (Limbara e San Leonardo) con 90; Marco Pirina e Tonino Inzaina (Alligria, Monti di la Jiesgja) con 85; Tore Deiana (Lu Rustu) con 60, ben 4 abbattuti da Pasqualino Pattittoni di 83 anni e Gianni Mannoni (Limbara) con 30. (p.z.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative