«Deroga al green pass sui traghetti»
La richiesta del movimento “Libera circolazione e continuità”, raccolte 900 firme
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LA MADDALENA. Quasi mille firme per chiedere una deroga al green pass obbligatorio sui traghetti. A quasi due mesi dall'entrata in vigore del decreto sui trasporti, lo scorso 6 dicembre, prosegue la protesta del movimento "Libera circolazione e continuità" di La Maddalena, che ieri ha avuto udienza nel consiglio comunale rinnovando le proprie rimostranze.
«Non siamo invasati, vogliamo soltanto non esser discriminati» commenta il presidente del movimento Cristian Giorgi. «Ricordiamo sempre che per noi maddalenini non c'è alternativa all'utilizzo del traghetto, quindi impedirci di salire a bordo equivale a impedirci di muoverci». Accanto al presidente hanno preso la parola altri cittadini, come Franco Ugazzi: «Io non posso lavorare, visto che dovrei andare a Palau e non posso, lo vivo come un ricatto e uno sfregio del diritto fondamentale al lavoro. Piuttosto si facciano controlli a campione e non all'ingresso». Intanto la protesta sta per spostarsi agli uffici del Prefetto di Sassari, come dichiara Giovannella Urban: «Abbiamo già raccolto oltre 900 firme da consegnargli per chiedere un incontro e fargli prendere in considerazione la nostra posizione. Viviamo uno stato d'esilio senza scelta che non pensiamo di meritare».
Gli interventi sono stati discussi dal Consiglio, che più volte in questi mesi ha manifestato impegno nel cercare una soluzione condivisa, come spiega il sindaco Fabio Lai: «Sono il sindaco di tutti, sia di chi si vaccina come di chi decide di non farlo. Alcune restrizioni previste per gli abitanti delle isole minori sono forse eccessive ed è per questo che ci siamo mossi istituzionalmente, ma soprattutto voglio porre l’accento sulla parola “rispetto”. Non è rispettoso additare come untori chi ha scelto liberamente di non vaccinarsi così come non è rispettoso non rispettare le regole, come l’utilizzo della mascherina, nei confronti di chi altrettanto liberamente ha scelto di vaccinarsi. Siamo aperti al dialogo e proviamo a rappresentare tutta la cittadinanza».
«Non siamo invasati, vogliamo soltanto non esser discriminati» commenta il presidente del movimento Cristian Giorgi. «Ricordiamo sempre che per noi maddalenini non c'è alternativa all'utilizzo del traghetto, quindi impedirci di salire a bordo equivale a impedirci di muoverci». Accanto al presidente hanno preso la parola altri cittadini, come Franco Ugazzi: «Io non posso lavorare, visto che dovrei andare a Palau e non posso, lo vivo come un ricatto e uno sfregio del diritto fondamentale al lavoro. Piuttosto si facciano controlli a campione e non all'ingresso». Intanto la protesta sta per spostarsi agli uffici del Prefetto di Sassari, come dichiara Giovannella Urban: «Abbiamo già raccolto oltre 900 firme da consegnargli per chiedere un incontro e fargli prendere in considerazione la nostra posizione. Viviamo uno stato d'esilio senza scelta che non pensiamo di meritare».
Gli interventi sono stati discussi dal Consiglio, che più volte in questi mesi ha manifestato impegno nel cercare una soluzione condivisa, come spiega il sindaco Fabio Lai: «Sono il sindaco di tutti, sia di chi si vaccina come di chi decide di non farlo. Alcune restrizioni previste per gli abitanti delle isole minori sono forse eccessive ed è per questo che ci siamo mossi istituzionalmente, ma soprattutto voglio porre l’accento sulla parola “rispetto”. Non è rispettoso additare come untori chi ha scelto liberamente di non vaccinarsi così come non è rispettoso non rispettare le regole, come l’utilizzo della mascherina, nei confronti di chi altrettanto liberamente ha scelto di vaccinarsi. Siamo aperti al dialogo e proviamo a rappresentare tutta la cittadinanza».
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