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Olbia

In aula i testimoni per la tentata rapina al Postamat di Telti

In aula i testimoni per la tentata rapina al Postamat di Telti

TELTI. L’esplosione, alle 3 e 30 del mattino, era stata violentissima e aveva svegliato l’intero paese, danneggiando pesantemente l’ufficio postale, ma il forziere era rimasto intatto. Ai malviventi...

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TELTI. L’esplosione, alle 3 e 30 del mattino, era stata violentissima e aveva svegliato l’intero paese, danneggiando pesantemente l’ufficio postale, ma il forziere era rimasto intatto. Ai malviventi non era rimasto altro da fare che fuggire a mani vuote. Per il fallito assalto al Postamat di Telti, avvenuto il 23 febbraio 2013, erano stati arrestati due fratelli fermati dai carabinieri di Tempio che li avevano intercettati, poco dopo l’esplosione, nell’abitato di Calangianus mentre si dirigevano a tutta velocità verso la loro abitazione di Tempio. Nel bagagliaio i militari avevano trovato gli attrezzi di lavoro, dalla bombola di gas agli arnesi da scasso e due batterie. Tutto finito sotto sequestro.

Ieri davanti al collegio presieduto dal giudice Caterina Interlandi è proseguito il processo a carico di Angelo Dettori (il fratello è morto), difeso dall’avvocato Mario Perticarà. L’uomo deve rispondere di furto aggravato e detenzione di esplosivo. Secondo l’accusa avrebbe assaltato il bancomat utilizzando materiale esplodente fatto deflagrare attraverso un congegno elettrico. È stato sentito un carabiniere. Il processo proseguirà il 6 aprile con l’esame di alcuni investigatori che avevano svolto gli accertamenti. Nelle precedenti udienze era stata già sentita la direttrice dell’ufficio postale e alcuni residenti che avevano visto l’auto fuggire. Il tentato furto era stato messo a segno con un congegno elettrico. Il boato era stato udito dall'intero paese, e mentre nella centrale via Mastino gli abitanti si affacciavano alle finestre per capire cos'era accaduto, di fronte alla cassaforte rimasta intatta i malviventi non avevano potuto fare altro che fuggire. (t.s.)



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