La Nuova Sardegna

Olbia

L’Authority rivuole il Molo Brin

di Marco Bittau
L’Authority rivuole il Molo Brin

L’ente reclama le aree comprese tra i parcheggi, il museo e la ruota panoramica. Il Comune in trincea

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OLBIA. Da Cagliari, l’Autorità portuale della Sardegna batte cassa e reclama la riconsegna delle aree del Molo Brin e del Molo Vecchio. La comunicazione urgente, firmata dal presidente Massimo Deiana e dal segretario generale Natale Ditel, è arrivata ieri via posta elettronica certificata alla Capitaneria di porto e al Comune di Olbia. Il tono è quello di una dichiarazione di guerra dopo una settimana di polemiche e rivendicazioni sulla sede dell’Authority a Olbia. Rappresaglia? Ritorsione? Colpo basso? Nell’ufficio del sindaco Settimo Nizzi, affacciato sul corso Umberto si affilano le armi: «E allora guerra sia».

Il primo scontro è già all’orizzonte: una seduta del consiglio comunale appositamente convocata. Sarà aperta alla partecipazione degli amministratori del territorio, delle forze politiche e sociali. Sarà una levata di scudi generale che dovrà arrivare sui tavoli della Regione, preferibilmente su quello del presidente Solinas, già più volte citato e sollecitato nel corso di questa settimana di polemiche.

Intanto oggi per il Comune c’è un altro problema da affrontare. Allegata alla richiesta trasmessa da Cagliari c’è anche una planimetria con indicate le aree demaniali marittime di cui l’Autorità portuale della Sardegna reclama la riconsegna. Complessivamente si tratta di 2.640 metri quadrati individuati nella parte del molo che dai parcheggi si estende verso il museo archeologico e il parco dove si trova la ruota panoramica. Così recita il testo della comunicazione: «Si fa seguito al “Verbale di consegna di pertinenze di demanio pubblico marittimo ad altre amministrazioni dello Stato numero 216 del 19 aprile 2021”, con il quale la Capitaneria di porto ha consegnato fra le altre le aree di cui in oggetto al Comune di Olbia al fine della loro gestione, manutenzione e riqualificazione, per chiedere che le aree di 2.640 metri quadrati, meglio evidenziate nella planimetria allegata, siano riconsegnate a questa Autorità di sistema portuale del mare di Sardegna al fine della messa a reddito delle intere aree demaniali marittime del Molo Brin e del Molo Vecchio ricadenti nella propria circoscrizione territoriale. Nella certezza della rilevanza e urgenza che la Capitaneria di porto di Olbia vorrà dare alla richiesta in argomento, si coglie l’occasione per ringraziare anticipatamente per il fattivo contributo finalizzato alla pronta riconsegna delle aree demaniali marittime indicate».

Vista la richiesta, si intuiscono due cose: la prima è che a questa lettera potrebbe seguirne presto un’altra relativamente al resto delle aree demaniali del Molo Brin, del Molo Vecchio e, presumibilmente, anche del Molo Bosazza. La seconda questione riguarda la “messa a reddito” di cui parla l’Autorità portuale, che lascia intendere che da quelle aree l’ente deve o vuole guadagnare.

La richiesta non è certo un colpo a freddo. Piuttosto si inquadra in una settimana di polemiche – peraltro innescate da una intervista rilasciata alla Nuova Sardegna dal presidente Massimo Deiana – che ha complicato al limite dello strappo i rapporti tra i due enti, proprio mentre all’orizzonte si profila il progetto di un nuovo porto turistico nel cuore della città, al Molo Brin. Un affare milionario che vedrà alla griglia di partenza fior di imprenditori e operatori della nautica. Insomma, il futuro di Olbia, o poco ci manca.

@marcobittau. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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