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Olbia

Telti, scatta la sospensione per l’assessore Sanna

Telti, scatta la sospensione per l’assessore Sanna

Fondi ai gruppi, notificata la sentenza di condanna all’ex consigliere regionale. Le deleghe al sindaco 

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TELTI. La sentenza è stata notificata e la sospensione è scattata automaticamente. Matteo Sanna, per il momento, non è più assessore comunale. Lo scorso ottobre, all’indomani delle elezioni amministrative, era stato infatti condannato a tre anni e mezzo per peculato continuato dai giudici della seconda sezione del tribunale di Cagliari nell’ambito della maxi inchiesta sui fondi ai gruppi del consiglio regionale, per quanto riguarda la legislatura 2004-2009. Matteo Sanna, che in quegli anni faceva appunto il consigliere regionale di Alleanza nazionale, ha ricevuto ieri la notifica della sentenza e per lui, come previsto dalla legge Severino, è scattata la sospensione. Le sue deleghe (Bilancio, Turismo, Commercio, Attività produttive) sono state assunte dal sindaco Vittorio Pinducciu. «Sono tranquillo e sereno – commenta Sanna –. In questo periodo di sospensione continuerò ugualmente a impegnarmi, da fuori, per il mio paese». Matteo Sanna conta di poter tornare al suo posto il prima possibile. Il periodo di sospensione dovrebbe durare sei mesi, ma prima ancora potrebbe arrivare la prescrizione. «La notifica della sentenza era naturalmente attesa – sottolinea il sindaco Pinducciu –. Ce lo aspettavamo, non è certo una novità. La sospensione è scattata automaticamente e adesso dobbiamo solo capire quanto durerà. Nel frattempo ho assunto io le deleghe. Matteo Sanna tornerà a fare l’assessore appena potrà, così come avevamo già stabilito e spiegato nei mesi scorsi». La condanna di Sanna, lo scorso ottobre, aveva infiammato il primo consiglio comunale post elezioni. L’opposizione guidata da Giuseppe Pinna (cugino ed ex alleato di Sanna) aveva infatti chiesto al sindaco di revocare l’incarico al neo assessore. «Siamo garantisti e ci auguriamo che Sanna possa provare la sua innocenza nei successivi gradi di giudizio – aveva detto Pinna –. In attesa che avvenga la trasmissione della sentenza, chiediamo che gli venga revocato l’incarico da assessore. Questo per salvaguardare la credibilità dell’amministrazione». Matteo Sanna, dal canto suo, aveva risposto: «C’è una mentalità manettara, odiosa, cattiva. Non ho nulla di cui vergognarmi. Questa vicenda riguarda cento consiglieri regionali di tutti gli schieramenti, per colpa di un sistema che non abbiamo inventato noi. Rimango a disposizione della giunta. Quando e se dovesse arrivare la comunicazione, ne prenderò atto». (d.b.)

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