Un nome per l’oratorio: don Carlo Urru
di Sebastiano Depperu
La struttura parrocchiale di Trinità è stata intitolata all’ex vescovo di Tempio
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TRINITÀ D’AGULTU. È stato intitolato a don Carlo Urru l'oratorio di Trinità d'Agultu e Vignola. Una targa, da qualche giorno, si può leggere passando davanti all'oratorio parrocchiale.
L' edificio polivalente è decollato nei primi anni 2000 grazie al parroco di allora, don Gianni Sini. «Don Gianni lo fece decollare con notevole apprezzamento da parte di tutto il paese - spiega l'attuale parroco don Santino Cimino - e oggi ha una sua specifica intestazione».
A volerla, con piacevole condivisione dei gruppi e delle diverse associazioni è stato proprio il parroco.
«Don Carlo Urru - continua don Cimino - così come amava essere chiamato, è stato vescovo della Diocesi di Tempio- Ampurias dal 1971 al 1982. Ancora oggi tantissimi lo ricordano per la sua bontà, per la sua inconfondibile umiltà e per l'energica sensibilità che nutriva verso i ragazzi e i giovani, a tal punto che la sua successiva destinazione pastorale alla volta dell'Umbria, venne fortemente ed emotivamente sentita alla pari di un figlio che piange un padre».
Don Carlo è morto a Perugia il 2 febbraio del 2002 ed è stato seppellito nelle cripte della cattedrale di Città di Castello. Attualmente, la sua tomba è meta di pellegrini, e la sua figura già studiata per un probabile avvio di un processo di beatificazione. In occasione del ventesimo anniversario della sua morte, durante la celebrazione della candelora, don Santino ha voluto, unitamente all'assemblea convenuta per commemorare il vescovo, durante l'omelia, ricordare i tratti del suo mite e fecondo apostolato. «Un ricordo - chiude don Cimino - che è voluto essere un modesto ma ricco senso di gratitudine per un pastore rimasto nel cuore della gente, mite e pacato nei suoi modi di proporsi, dal sorriso bonario e avvolgente, e che l'intera chiesa diocesana, come debito di riconoscenza, non lo ha mai dimenticato».
L' edificio polivalente è decollato nei primi anni 2000 grazie al parroco di allora, don Gianni Sini. «Don Gianni lo fece decollare con notevole apprezzamento da parte di tutto il paese - spiega l'attuale parroco don Santino Cimino - e oggi ha una sua specifica intestazione».
A volerla, con piacevole condivisione dei gruppi e delle diverse associazioni è stato proprio il parroco.
«Don Carlo Urru - continua don Cimino - così come amava essere chiamato, è stato vescovo della Diocesi di Tempio- Ampurias dal 1971 al 1982. Ancora oggi tantissimi lo ricordano per la sua bontà, per la sua inconfondibile umiltà e per l'energica sensibilità che nutriva verso i ragazzi e i giovani, a tal punto che la sua successiva destinazione pastorale alla volta dell'Umbria, venne fortemente ed emotivamente sentita alla pari di un figlio che piange un padre».
Don Carlo è morto a Perugia il 2 febbraio del 2002 ed è stato seppellito nelle cripte della cattedrale di Città di Castello. Attualmente, la sua tomba è meta di pellegrini, e la sua figura già studiata per un probabile avvio di un processo di beatificazione. In occasione del ventesimo anniversario della sua morte, durante la celebrazione della candelora, don Santino ha voluto, unitamente all'assemblea convenuta per commemorare il vescovo, durante l'omelia, ricordare i tratti del suo mite e fecondo apostolato. «Un ricordo - chiude don Cimino - che è voluto essere un modesto ma ricco senso di gratitudine per un pastore rimasto nel cuore della gente, mite e pacato nei suoi modi di proporsi, dal sorriso bonario e avvolgente, e che l'intera chiesa diocesana, come debito di riconoscenza, non lo ha mai dimenticato».
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