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Bilancio le nuove bordate della Amic

Bilancio le nuove bordate della Amic

Doppio attacco a sindaco e assessore: accuse infondate pure sul piano personale

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TEMPIO. Non sono piaciute ad Alessandra Amic le puntualizzazioni del sindaco Giannetto Addis e dell’assessore al Bilancio, Paolo Cossu, su quanto aveva sostenuto la consigliera di minoranza a proposito dei conti del Comune. E così ha deciso di rispondere alle repliche, «perché chiamata in causa non per discutere nel merito delle vere problematiche che affliggono il Comune e su come lo stesso viene gestito e amministrato, particolarmente sotto l’aspetto della finanza pubblica, ma per dover respingere accuse infondate e becere rivolte alla sottoscritta non solo sul piano personale, professionale e politico». Becere accuse, le definisce la Amic, che nella sua replica non va tanto per il sottile, apostrofando come “fedele scudiero” l’assessore Cossu e richiamando entrambi -sindaco e assessore - a non fare uso di «pretestuosi ed inopportuni rimproveri per assenze giustificate». Come si ricorderà, il sindaco Addis aveva rimarcato la mancata partecipazione della Amic alle sedute della Commissione Bilancio. «Purtroppo non mi è stato concesso il dono dell’ubiquità, e ogni qual volta il sindaco convoca commissioni o conferenze lo fa in orari non compatibili con l’attività lavorativa di ogni consigliere, per cui sorge il dubbio che lo faccia di proposito per impedirne la partecipazione». La Amic fa ancora una volta riferimento alla scelta del sindaco di approvare il bilancio nell’ultimo Consiglio, non approfittando della possibilità di disporne l’approvazione dopo avere affrontato la questione sanità.

L’affondo è duro: «Posso azzardare una risposta: approvare oggi il bilancio di previsione, per approvare poi domani, in sordina, l’aumento delle aliquote della tassa rifiuti, visto che, secondo quanto si è detto, l’Unione dei Comuni non ha ancora trasmesso il piano finanziario per il riparto dei relativi costi». Più dura ancora è la bordata rivolta all’assessore Cossu, di cui viene messa in dubbio la conoscenza del contenuto degli atti che approva. «Perché se così fosse dovrebbe chiarire le molteplici inesattezze presenti in bilancio e, in particolare, quella più eclatante: la dichiarazione di assenza di affidamento di incarichi di collaborazione autonoma, quando è sotto gli occhi di tutti la presenza nello staff del sindaco di consulenti esterni lautamente retribuiti e illegittimamente incaricati». Parole forti che non lasceranno indifferenti i loro destinatari. (g.pu.)

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