La grande sfida green parte dal Cipnes Gallura
di Giandomenico Mele
Transizione energetica: Olbia vuole diventare un polo di riferimento in Sardegna Dalle fonti rinnovabili al potenziamento delle aree verdi, ecco strategie e azioni
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OLBIA. La grande sfida è iniziata. Olbia punta a diventare un nuovo polo regionale per la transizione energetica. Nel contesto internazionale, che valorizza con grandi investimenti pubblici e una politica di incentivi il passaggio dalle fonti fossili a quelle rinnovabili, il Cipnes, Consorzio industriale del nord est della Sardegna, punta da tempo su una politica energetica innovativa nel proprio distretto produttivo.
Le azioni. La strategia del Cipnes va in 4 direzioni: produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, riciclo dei rifiuti della Gallura e biodigestore, efficientamento energetico e potenziamento delle aree verdi. Partendo dalla produzione di energia da fonti rinnovabili, il Cipnes ha creato, dal 2006 al 31 dicembre del 2021, 60 milioni di kWh, principalmente da biogas e fotovoltaico. Ma soprattutto ha ridotto le emissioni di Co2 in atmosfera per 50 milioni di chili. Gli impianti di produzione del Cipnes funzionanti sono quello di termovalorizzazione del biogas da discarica a Spiritu Santu; più gli impianti fotovoltaici di Spiritu Santu e Azza Ruja, il depuratore e i moduli espositivi A e B nel distretto produttivo di Olbia.
Nuovi impianti. Il Cipnes punta decisamente sulle rinnovabili, più coerenti con la vocazione del territorio e compatibili con la tutela dell’ambiente. Si colloca in questa direzione il progetto per la costruzione e la programmazione di altri tre impianti fotovoltaici di 2 Mw in costruzione nella pista ciclabile del distretto produttivo di Olbia, insieme ai due nuovi impianti fotovoltaici da 4 Mw programmati nel distretto produttivo del Cipnes. «La produzione annuale da fonti di energia rinnovabile del Cipnes Gallura è di 5 milioni di kWh – spiegano dal Consorzio industriale -. Mentre la produzione di energia da fonti rinnovabili programmata nei prossimi anni dal Cipnes Gallura ammonterà a 7 milioni di kWh all’anno, con potenzialmente il 20/25% da immettere nella rete di distribuzione».
Biodogestore. Il biodigestore è l’impianto di digestione anaerobica e produrrà biometano dal trattamento dei rifiuti urbani organici dei 24 Comuni della Gallura che conferiscono all’impianto di Spiritu Santu. La produzione sarà di 4 milioni di metri cubi all’anno, pari al fabbisogno energetico del 50% di Olbia. Il biometano sarà utilizzato dalle strutture del Cipnes e verrà immesso nella rete del gas naturale per la distribuzione a Olbia, con tariffe speciali per Murta Maria. È ipotizzabile che una quota venga venduta alle società che lo stanno già richiedendo per l’autotrazione. L’impianto (progetto già pronto), costerà 14 milioni. A metà febbraio verrà presentato al ministero della Transizione ecologica per l’ottenimento dei fondi del Pnrr.
Aree verdi. Il Cipnes Gallura gestisce poi 12 ettari di verde attrezzato nel distretto produttivo di Olbia, un vero polmone per l’abbattimento delle emissioni di Co2 e da anni porta avanti un progetto di rimboschimento innovativo. Gli alberi vengono espiantati dai lotti industriali ancora liberi, o prossimi a essere sviluppati, e vengono reimpianti nei grandi spazi verdi consortili, ciascuno dei quali con un certificato che indica anni, caratteristiche botaniche, localizzazione passata. I lavori vengono fatti del Cipnes Gallura secondo i dettami della legge 12 del 2013, intitolata “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”.
Le azioni. La strategia del Cipnes va in 4 direzioni: produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, riciclo dei rifiuti della Gallura e biodigestore, efficientamento energetico e potenziamento delle aree verdi. Partendo dalla produzione di energia da fonti rinnovabili, il Cipnes ha creato, dal 2006 al 31 dicembre del 2021, 60 milioni di kWh, principalmente da biogas e fotovoltaico. Ma soprattutto ha ridotto le emissioni di Co2 in atmosfera per 50 milioni di chili. Gli impianti di produzione del Cipnes funzionanti sono quello di termovalorizzazione del biogas da discarica a Spiritu Santu; più gli impianti fotovoltaici di Spiritu Santu e Azza Ruja, il depuratore e i moduli espositivi A e B nel distretto produttivo di Olbia.
Nuovi impianti. Il Cipnes punta decisamente sulle rinnovabili, più coerenti con la vocazione del territorio e compatibili con la tutela dell’ambiente. Si colloca in questa direzione il progetto per la costruzione e la programmazione di altri tre impianti fotovoltaici di 2 Mw in costruzione nella pista ciclabile del distretto produttivo di Olbia, insieme ai due nuovi impianti fotovoltaici da 4 Mw programmati nel distretto produttivo del Cipnes. «La produzione annuale da fonti di energia rinnovabile del Cipnes Gallura è di 5 milioni di kWh – spiegano dal Consorzio industriale -. Mentre la produzione di energia da fonti rinnovabili programmata nei prossimi anni dal Cipnes Gallura ammonterà a 7 milioni di kWh all’anno, con potenzialmente il 20/25% da immettere nella rete di distribuzione».
Biodogestore. Il biodigestore è l’impianto di digestione anaerobica e produrrà biometano dal trattamento dei rifiuti urbani organici dei 24 Comuni della Gallura che conferiscono all’impianto di Spiritu Santu. La produzione sarà di 4 milioni di metri cubi all’anno, pari al fabbisogno energetico del 50% di Olbia. Il biometano sarà utilizzato dalle strutture del Cipnes e verrà immesso nella rete del gas naturale per la distribuzione a Olbia, con tariffe speciali per Murta Maria. È ipotizzabile che una quota venga venduta alle società che lo stanno già richiedendo per l’autotrazione. L’impianto (progetto già pronto), costerà 14 milioni. A metà febbraio verrà presentato al ministero della Transizione ecologica per l’ottenimento dei fondi del Pnrr.
Aree verdi. Il Cipnes Gallura gestisce poi 12 ettari di verde attrezzato nel distretto produttivo di Olbia, un vero polmone per l’abbattimento delle emissioni di Co2 e da anni porta avanti un progetto di rimboschimento innovativo. Gli alberi vengono espiantati dai lotti industriali ancora liberi, o prossimi a essere sviluppati, e vengono reimpianti nei grandi spazi verdi consortili, ciascuno dei quali con un certificato che indica anni, caratteristiche botaniche, localizzazione passata. I lavori vengono fatti del Cipnes Gallura secondo i dettami della legge 12 del 2013, intitolata “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”.
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