Lavori a villa Carruba: in aula il teste chiave
Processo per presunta corruzione in Costa Smeralda, tra gli imputati un dirigente comunale
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ARZACHENA. È stato sentito ieri in aula il teste chiave dell’accusa nel processo per corruzione che vede al centro della vicenda giudiziaria l’ampliamento del 60 per cento di villa Carruba, a Romazzino. A giudizio l’ex dirigente dell’ufficio urbanistico del Comune, Antonello Matiz, e altri due professionisti, Francesco Lavorato, amministratore della Rufus, la società amministratrice di Villa Carruba, e il geometra Maurizio Maccioni. Al responsabile dell’ufficio urbanistico, la Procura contesta di aver preso una busta con all’interno 50mila euro, fatta arrivare a lui dall’amministratore della Rufus tramite Maccioni, al fine di ottenere in tempi celeri l’autorizzazione all’ampliamento della villa. Il teste Stefano Azara ha riferito al collegio le indiscrezioni di Francesco Lavorato che avrebbe detto di aver pagato 50mila euro a Matiz per velocizzare le autorizzazioni per l’ampliamento ma di non averci creduto, cosa ritenuta non veritiera anche da un’altra persona presente a quella chiacchierata e che lavorava con Lavorato a Villa Carruba, il quale aveva detto che in ogni caso la concessione all’ampliamento non era stata firmata da Matiz ma da Libero Meloni. Per i difensori degli imputati le accuse sono infondate e le dichiarazioni del teste chiave non hanno aggiunto nulla alla tesi accusatoria. Dalla prossima udienza saranno esaminati i testimoni della difesa. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Gerolamo Orecchioni e Nicola Satta (per Matiz), Stefano Valentini (per Lavorato) e Jacopo Merlini (per Maccioni). (t.s.)
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