«Filiera del sughero un piano condiviso per il vero rilancio»
di Pietro Zannoni
La Cna Gallura propone l’avvio di un tavolo permanente «Cura delle foreste e reti di imprese: si deve partire da qui»
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CALANGIANUS. La Cna Gallura, per voce del presidente Giovanni Pasella, giovane calangianese di una famiglia da generazioni legata al sughero, prende posizione sulle problematiche che di questi tempi agitano la filiera del sughero.
«La Cna - esordisce Pasella – crede che questo sia il momento di far convergere le giuste preoccupazioni di tutti, artigiani e commercianti e costituire un tavolo permanente sulla protezione della filiera del sughero al fine di redigere un piano di sviluppo organico, partendo dalla cura delle foreste fino alla costituzione di reti di imprese per la condivisione di investimenti produttivi ed il supporto all’internazionalizzazione».
Il caso bollitura. «Da diverse settimane - continua Giovanni Pasella -, assistiamo a un crescente confronto sull'efficacia o meno della bollitura per il contenimento del problema del coleottero coraebus undatus e vi si sottolinea che stampa e social media, ci hanno reso familiare il pericoloso parassita che infestando la quercia da sughero penalizza enormemente il valore del sughero, fino al 75% in meno. È scaturito un dibattito che nasce dall’emendamento inserito nella finanziaria 2022 dal deputato Alberto Manca che impone il divieto di esportazione del sughero grezzo, non preventivamente bollito. Il provvedimento stanzia anche 150 mila euro a favore dell’università di Sassari per approfondire gli aspetti scientifici». Pasella ringrazia «a nome della Cna Gallura e del mondo imprenditoriale sardo Alberto Manca e i colleghi artigiani che animano il dibattito per aver riacceso un faro sul mondo del sughero, un comparto seppur vitale per l’economia sarda, troppo spesso trascurato dalla politica».
Prezzi triplicati. Il presidente della Cna Gallura nel ricordare che «il comparto produttivo del sughero sardo è uno dei pochi settori che può vantare l’intera filiera di trasformazione in loco, frutto di oltre 150 anni di esperienza, creatività e dedizione» denuncia che «da alcuni anni, sotto la pressione della domanda estera, il prezzo della materia prima è più che triplicato, estromettendo di fatto i piccoli artigiani dal mercato. Questo ingente flusso di materia prima grezza lascia la Sardegna per essere trasportato e lavorato all’estero, principalmente in Portogallo. L’operazione, sebbene apparentemente lecita e condivisibile, ci pone un interrogativo di natura socio economica le cui conseguenze segneranno i prossimi decenni della nostra economia».
Il tempo di decidere. «Siamo davanti ad un bivio - aggiunge Pasella - in cui possiamo decidere se vanificare oltre 150 anni di sviluppo industriale, di sacrifici di imprenditori e operai per prediligere la mera esportazione di materia prima senza che questa rilasci nel territorio quel valore aggiunto condiviso che ha consentito lo sviluppo di un settore iconico per la nostra terra. Si deve decidere se contenere il diffondersi del parassita che dalla Gallura si muove inesorabilmente verso l’intero patrimonio subericolo sardo ed al contempo difendere i nostri artigiani o accontentarci di un facile, e poco distribuito guadagno nell’immediato». Come far ciò? «Con il confronto aperto con la Regione, per redigere un vero e proprio piano condiviso e operativo di rilancio del settore che tenga conto delle esigenze e aspettative delle parti coinvolte».
Un patto vincente. Al riguardo la Cna ricorda che la collaborazione tra Agris, Forestas e Università, fu già vincente anni fa quando permise di contenere ed eliminare il Limantria dispar, altro pericoloso parassita del sughero. «Fu un ottimo risultato, frutto di anni di lavori e ricerche. Auspichiamo che lo stesso possa avvenire anche per debellare il coleottero ma oggi la bollitura è l’unico strumento che abbiamo a disposizione per fermarlo».
«La Cna - esordisce Pasella – crede che questo sia il momento di far convergere le giuste preoccupazioni di tutti, artigiani e commercianti e costituire un tavolo permanente sulla protezione della filiera del sughero al fine di redigere un piano di sviluppo organico, partendo dalla cura delle foreste fino alla costituzione di reti di imprese per la condivisione di investimenti produttivi ed il supporto all’internazionalizzazione».
Il caso bollitura. «Da diverse settimane - continua Giovanni Pasella -, assistiamo a un crescente confronto sull'efficacia o meno della bollitura per il contenimento del problema del coleottero coraebus undatus e vi si sottolinea che stampa e social media, ci hanno reso familiare il pericoloso parassita che infestando la quercia da sughero penalizza enormemente il valore del sughero, fino al 75% in meno. È scaturito un dibattito che nasce dall’emendamento inserito nella finanziaria 2022 dal deputato Alberto Manca che impone il divieto di esportazione del sughero grezzo, non preventivamente bollito. Il provvedimento stanzia anche 150 mila euro a favore dell’università di Sassari per approfondire gli aspetti scientifici». Pasella ringrazia «a nome della Cna Gallura e del mondo imprenditoriale sardo Alberto Manca e i colleghi artigiani che animano il dibattito per aver riacceso un faro sul mondo del sughero, un comparto seppur vitale per l’economia sarda, troppo spesso trascurato dalla politica».
Prezzi triplicati. Il presidente della Cna Gallura nel ricordare che «il comparto produttivo del sughero sardo è uno dei pochi settori che può vantare l’intera filiera di trasformazione in loco, frutto di oltre 150 anni di esperienza, creatività e dedizione» denuncia che «da alcuni anni, sotto la pressione della domanda estera, il prezzo della materia prima è più che triplicato, estromettendo di fatto i piccoli artigiani dal mercato. Questo ingente flusso di materia prima grezza lascia la Sardegna per essere trasportato e lavorato all’estero, principalmente in Portogallo. L’operazione, sebbene apparentemente lecita e condivisibile, ci pone un interrogativo di natura socio economica le cui conseguenze segneranno i prossimi decenni della nostra economia».
Il tempo di decidere. «Siamo davanti ad un bivio - aggiunge Pasella - in cui possiamo decidere se vanificare oltre 150 anni di sviluppo industriale, di sacrifici di imprenditori e operai per prediligere la mera esportazione di materia prima senza che questa rilasci nel territorio quel valore aggiunto condiviso che ha consentito lo sviluppo di un settore iconico per la nostra terra. Si deve decidere se contenere il diffondersi del parassita che dalla Gallura si muove inesorabilmente verso l’intero patrimonio subericolo sardo ed al contempo difendere i nostri artigiani o accontentarci di un facile, e poco distribuito guadagno nell’immediato». Come far ciò? «Con il confronto aperto con la Regione, per redigere un vero e proprio piano condiviso e operativo di rilancio del settore che tenga conto delle esigenze e aspettative delle parti coinvolte».
Un patto vincente. Al riguardo la Cna ricorda che la collaborazione tra Agris, Forestas e Università, fu già vincente anni fa quando permise di contenere ed eliminare il Limantria dispar, altro pericoloso parassita del sughero. «Fu un ottimo risultato, frutto di anni di lavori e ricerche. Auspichiamo che lo stesso possa avvenire anche per debellare il coleottero ma oggi la bollitura è l’unico strumento che abbiamo a disposizione per fermarlo».
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