Mura puniche, tornano i vandali
di Dario Budroni
I massi sono stati nuovamente imbrattati con la bomboletta spray. Incuria anche nell’area attorno
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OLBIA. Le mura puniche sono di nuovo finite sotto il getto di una bomboletta spray. Quello che non hanno fatto i vandali del quinto secolo, continuano invece a farlo quelli del ventunesimo. I massi che hanno attraversato i millenni si presentano ora con una nuova serie di segni e incomprensibili scritte. L’area dell’antico monumento, uno dei più importanti del Mediterraneo per quanto riguarda la civiltà cartaginese, continua così a essere una terra di nessuno, in particolare nelle ore serali e notturne. Più volte ripulite attraverso una specifica tecnica, ciò che rimane delle possenti mura tirate su per difendere la città antica sono di nuovo finite nel mirino dei vandali. Un altro tocco di degrado che si aggiunge a quello che da sempre trionfa tutto attorno, tra pareti imbrattate, cestini divelti e vetri rotti. Una situazione che si trascina da anni e che, tempo fa, aveva anche spinto gli studenti del vicino istituto Panedda ad adottare simbolicamente le mura che non riescono a trovare pace.
Vandali in azione. Le mura puniche furono costruite nel quarto secolo avanti Cristo dai cartaginesi. Il tratto compreso tra via Torino e via Acquedotto è quello meglio conservato, anche se non si presenta nel migliore dei modi. Le pareti degli edifici privati attorno sono in rovina e la struttura di un vecchio locale ha i vetri rotti e le inferriate piegate. Poi ci sono i resti della cinta muraria: una volta qualcuno aveva smontato una porzione, nei giorni scorsi qualcun altro ci ha invece passato sopra la vernice blu di una bomboletta spray. Certe volte, di primo mattino, l’area del sito archeologico si risveglia addirittura disseminata di rifiuti di ogni tipo. Nel corso degli ultimi anni, sempre qui, le forze dell’ordine avevano concentrato la loro attenzione per via di alcuni giri di spaccio. L’unico aspetto positivo è che, nelle vicinanze, è stato eliminato parte del vecchio degrado grazie alla ristrutturazione di una palazzina e all’apertura di un ristorante in piazza Roych.
Degrado in centro. Le mura puniche di via Torino si trovano nel bel mezzo di una più vasta area che deve fare quasi quotidianamente i conti con episodi di criminalità e vandalismo. Piazza Mercato, piazza Matteotti, via Acquedotto, via La Marmora, i parcheggi del complesso delle Piramidi, le mura puniche: un pezzo del centro città spesso teatro di risse, attività di spaccio e devastazioni varie. Più volte gli abitanti della zona hanno fatto sentire la loro voce. E le forze dell’ordine, dal canto loro, sono più volte intervenute per cercare di mettere fine a una situazione diventata ormai insostenibile per i residenti della zona. Solo alcune settimane fa, per esempio, alcuni abitanti avevano denunciato le continue esplosioni di grossi petardi (oppure bombe carta) in particolare nell’area di piazza Mercato. Una piazza, quella con la gigantesca tettoia di vetro e di acciaio, che è ancora in attesa di una importante operazione di restyling. Il Comune, ormai circa tre anni fa, aveva stanziato i soldi e aveva appaltato i lavori per la messa in sicurezza e l’apertura dei parcheggi sotterranei. I lavori, però, sono ancora fermi. Il Comune e la ditta che aveva vinto l’appalto sono infatti in causa e piazza Mercato continua così a sprofondare sempre più nel degrado. E mentre si spera di rivedere presto gli operai al lavoro, il Comune, come da poco annunciato dal sindaco Settimo Nizzi, si sta muovendo per cercare di acquistare il vecchio cinema Astra. L’idea è quello di trasformare la decrepita struttura in un teatro.
Vandali in azione. Le mura puniche furono costruite nel quarto secolo avanti Cristo dai cartaginesi. Il tratto compreso tra via Torino e via Acquedotto è quello meglio conservato, anche se non si presenta nel migliore dei modi. Le pareti degli edifici privati attorno sono in rovina e la struttura di un vecchio locale ha i vetri rotti e le inferriate piegate. Poi ci sono i resti della cinta muraria: una volta qualcuno aveva smontato una porzione, nei giorni scorsi qualcun altro ci ha invece passato sopra la vernice blu di una bomboletta spray. Certe volte, di primo mattino, l’area del sito archeologico si risveglia addirittura disseminata di rifiuti di ogni tipo. Nel corso degli ultimi anni, sempre qui, le forze dell’ordine avevano concentrato la loro attenzione per via di alcuni giri di spaccio. L’unico aspetto positivo è che, nelle vicinanze, è stato eliminato parte del vecchio degrado grazie alla ristrutturazione di una palazzina e all’apertura di un ristorante in piazza Roych.
Degrado in centro. Le mura puniche di via Torino si trovano nel bel mezzo di una più vasta area che deve fare quasi quotidianamente i conti con episodi di criminalità e vandalismo. Piazza Mercato, piazza Matteotti, via Acquedotto, via La Marmora, i parcheggi del complesso delle Piramidi, le mura puniche: un pezzo del centro città spesso teatro di risse, attività di spaccio e devastazioni varie. Più volte gli abitanti della zona hanno fatto sentire la loro voce. E le forze dell’ordine, dal canto loro, sono più volte intervenute per cercare di mettere fine a una situazione diventata ormai insostenibile per i residenti della zona. Solo alcune settimane fa, per esempio, alcuni abitanti avevano denunciato le continue esplosioni di grossi petardi (oppure bombe carta) in particolare nell’area di piazza Mercato. Una piazza, quella con la gigantesca tettoia di vetro e di acciaio, che è ancora in attesa di una importante operazione di restyling. Il Comune, ormai circa tre anni fa, aveva stanziato i soldi e aveva appaltato i lavori per la messa in sicurezza e l’apertura dei parcheggi sotterranei. I lavori, però, sono ancora fermi. Il Comune e la ditta che aveva vinto l’appalto sono infatti in causa e piazza Mercato continua così a sprofondare sempre più nel degrado. E mentre si spera di rivedere presto gli operai al lavoro, il Comune, come da poco annunciato dal sindaco Settimo Nizzi, si sta muovendo per cercare di acquistare il vecchio cinema Astra. L’idea è quello di trasformare la decrepita struttura in un teatro.
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