Patteggia in tribunale per le botte e minacce alla sua compagna
OLBIA. «Adesso ti sistemo io», le aveva urlato contro. E l’aveva spintonata con violenza contro il muro delle scale infischiandosene del fatto che la sua convivente, in quel momento, avesse anche in...
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OLBIA. «Adesso ti sistemo io», le aveva urlato contro. E l’aveva spintonata con violenza contro il muro delle scale infischiandosene del fatto che la sua convivente, in quel momento, avesse anche in braccio la figlia di otto mesi. La bambina si era messa a piangere e lei, terrorizzata, era fuggita via di casa. I vicini allarmati da quelle urla e dalla richiesta di aiuto della donna, avevano chiamato i carabinieri. Che, arrivati nella casa, l’avevano arrestato in flagranza di reato con l’accusa di maltrattamenti.
L’episodio risale all’agosto 2018. Il giovane, di nazionalità romena come la sua compagna, ha chiesto di patteggiare la pena. Il giudice Marcella Pinna ha accolto la richiesta di patteggiamento a due anni e 2 mesi di reclusione concordata tra il pubblico ministero e il difensore dell’uomo, l’avvocato Antonello Fadda. Inizialmente era stata avanzata richiesta di patteggiamento con una pena inferiore, ma era stata rigettata dal giudice perché ritenuta troppo bassa.
L’uomo era accusato di aver maltrattato la compagna in diverse occasioni, picchiandola e minacciandola. Lei non aveva mai presentato denuncia contro di lui. Una notte (era l’8 agosto 2018) era rientrato a casa e l’aveva aggredita. Le aveva urlato che l’avrebbe sistemata lui. E con forza l’aveva scaraventata contro il muro. La donna teneva in braccio la loro bambina di pochi mesi. Che aveva cominciato a piangere spaventata. Momenti di terrore interrotti grazie all’arrivo dei carabinieri che lo avevano arrestato. (t.s.)
L’episodio risale all’agosto 2018. Il giovane, di nazionalità romena come la sua compagna, ha chiesto di patteggiare la pena. Il giudice Marcella Pinna ha accolto la richiesta di patteggiamento a due anni e 2 mesi di reclusione concordata tra il pubblico ministero e il difensore dell’uomo, l’avvocato Antonello Fadda. Inizialmente era stata avanzata richiesta di patteggiamento con una pena inferiore, ma era stata rigettata dal giudice perché ritenuta troppo bassa.
L’uomo era accusato di aver maltrattato la compagna in diverse occasioni, picchiandola e minacciandola. Lei non aveva mai presentato denuncia contro di lui. Una notte (era l’8 agosto 2018) era rientrato a casa e l’aveva aggredita. Le aveva urlato che l’avrebbe sistemata lui. E con forza l’aveva scaraventata contro il muro. La donna teneva in braccio la loro bambina di pochi mesi. Che aveva cominciato a piangere spaventata. Momenti di terrore interrotti grazie all’arrivo dei carabinieri che lo avevano arrestato. (t.s.)
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