Alluvione arriva il sì alla variante al Pai
di Dario Budroni
Il complesso studio è stato illustrato in Consiglio. Il sindaco Nizzi: «Giornata storica per la città». Si astiene la minoranza
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OLBIA. In mezzo all’aula ci sono due tavoloni. Sopra sono state sistemate trenta scatole di cartone. E dentro ci sono fogli, cartografie, formule, documenti. Solo per la stampa, ci sono volute due settimane. Si tratta di circa un terzo dello studio che è stato presentato ieri sera in via Garibaldi. In un clima disteso il consiglio comunale, dopo ore di illustrazioni, simulazioni e modelli statistici, alla fine ha approvato l’adozione dell’aggiornamento dello studio e della variante al Pai del 2015, con l’astensione della minoranza. Ora la delibera sarà trasmessa all’autorità di bacino e per la conclusione del complesso iter bisognerà attendere almeno 200 giorni. Si tratta di uno studio estremamente approfondito che ridisegna l’intero territorio e che sul quale, nei fatti, si poggerà il futuro piano di mitigazione del rischio idrogeologico. Uno nuovo studio che, tra l’altro, rivede anche le zone a rischio, che diminuiscono in maniera importante. Di conseguenza, un giorno, in molte delle aree al momento vincolate dal vecchio Pai di Mancini (perché in zona Hi4) si potrà tornare a costruire o a intervenire sulle abitazioni. «È una giornata storica, di festa – dice il sindaco Settimo Nizzi –. È stato svolto un lavoro immane che, inoltre, ci libererà anche da tutta una serie di vincoli che hanno bloccato parte della città e 15mila cittadini».
Lo studio. A occuparsi (su incarico) dello studio della variante è stata la Technital, già madre del piano anti alluvione da anni sposato dal centrodestra di Settimo Nizzi. In aula consiliare è stato l’ingegnere Simone Venturini a illustrare nel dettaglio l’aggiornamento e la variante al Pai. L’argomento è per addetti ai lavori ma riesce comunque a mantenere alta l’attenzione dei consiglieri. Venturini, supportato da innumerevoli slide, spiega: «Il Pai serve per descrivere la conformazione del reticolo idrografico e dell’assetto delle frane. Mappa in maniera dettagliata l’intero territorio e individua tutte le criticità». In totale, il reticolo idrografico olbiese è composto da 914 chilometri di corsi d’acqua. E in base a una nuova e specifica formula, è stato anche spiegato che gran parte delle zone nel 2015 considerate a rischio saranno declassate: si passa dal rischio per la vita delle persone a un più semplice disagio in caso di forti piogge. «Il Comune, in futuro, con i suoi strumenti urbanistici darà le indicazioni tecniche per consentire determinati interventi laddove non c’è il rischio di morte. Ci sono aree che, in base a questo studio, perdono la loro pericolosità» dice Simone Venturini. Naturalmente, in Consiglio si è anche parlato del futuro piano di mitigazione del rischio e il sindaco Settimo Nizzi ha confermato che, per gli interventi principali per la messa in sicurezza della città di Olbia, non c’è il pericolo di perdere i 151 milioni di euro da anni a disposizione del Comune.
La minoranza. L’opposizione ha chiesto alcune delucidazioni e ha riconosciuto l’importanza e la complessità del lavoro svolto da Venturini. Ma i consiglieri di minoranza hanno anche denunciato il fatto di non aver potuto visionare in anteprima lo studio in commissione o sul sito del Comune. È stato comunque lanciato un segnale di apertura nei confronti di un percorso che, pian piano, porterà alla messa in sicurezza della città. Per questo, i gruppi di minoranza si sono astenuti.
Evento eccezionale. Nel corso della seduta ovviamente si è parlato anche dell’alluvione del 2013. L’ingegnere Venturini, attraverso modelli e ricostruzioni, ha sostenuto che l’evento del 2013 è stato assolutamente eccezionale, rarissimo. Parole accolte con una certa soddisfazione dalla minoranza, in particolare da quei consiglieri che nel novembre del 2013 erano alla guida della città.
Lo studio. A occuparsi (su incarico) dello studio della variante è stata la Technital, già madre del piano anti alluvione da anni sposato dal centrodestra di Settimo Nizzi. In aula consiliare è stato l’ingegnere Simone Venturini a illustrare nel dettaglio l’aggiornamento e la variante al Pai. L’argomento è per addetti ai lavori ma riesce comunque a mantenere alta l’attenzione dei consiglieri. Venturini, supportato da innumerevoli slide, spiega: «Il Pai serve per descrivere la conformazione del reticolo idrografico e dell’assetto delle frane. Mappa in maniera dettagliata l’intero territorio e individua tutte le criticità». In totale, il reticolo idrografico olbiese è composto da 914 chilometri di corsi d’acqua. E in base a una nuova e specifica formula, è stato anche spiegato che gran parte delle zone nel 2015 considerate a rischio saranno declassate: si passa dal rischio per la vita delle persone a un più semplice disagio in caso di forti piogge. «Il Comune, in futuro, con i suoi strumenti urbanistici darà le indicazioni tecniche per consentire determinati interventi laddove non c’è il rischio di morte. Ci sono aree che, in base a questo studio, perdono la loro pericolosità» dice Simone Venturini. Naturalmente, in Consiglio si è anche parlato del futuro piano di mitigazione del rischio e il sindaco Settimo Nizzi ha confermato che, per gli interventi principali per la messa in sicurezza della città di Olbia, non c’è il pericolo di perdere i 151 milioni di euro da anni a disposizione del Comune.
La minoranza. L’opposizione ha chiesto alcune delucidazioni e ha riconosciuto l’importanza e la complessità del lavoro svolto da Venturini. Ma i consiglieri di minoranza hanno anche denunciato il fatto di non aver potuto visionare in anteprima lo studio in commissione o sul sito del Comune. È stato comunque lanciato un segnale di apertura nei confronti di un percorso che, pian piano, porterà alla messa in sicurezza della città. Per questo, i gruppi di minoranza si sono astenuti.
Evento eccezionale. Nel corso della seduta ovviamente si è parlato anche dell’alluvione del 2013. L’ingegnere Venturini, attraverso modelli e ricostruzioni, ha sostenuto che l’evento del 2013 è stato assolutamente eccezionale, rarissimo. Parole accolte con una certa soddisfazione dalla minoranza, in particolare da quei consiglieri che nel novembre del 2013 erano alla guida della città.
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