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Olbia

Alluvione, spariscono molte aree a rischio

di Dario Budroni
Alluvione, spariscono molte aree a rischio

Con 25 centimetri d’acqua nessun pericolo: tagliate le zone Hi4. Nizzi: «Ci liberiamo dai vincoli che hanno bloccato la città»

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OLBIA. La città ha i nervi scoperti e rischia di finire sott’acqua, ma a quanto pare molto meno rispetto a quanto si riteneva fino a qualche giorno fa. Lo dice la variante al Piano di assetto idrogeologico adottata venerdì dal consiglio comunale. Uno studio che si regge soprattutto su una formula matematica che riduce notevolmente le aree vulnerabili. Di conseguenza, in buona parte delle vecchie zone Hi4 (ad alto rischio) saranno in futuro allentati o eliminati alcuni vincoli relativi all’edificabilità. «Questo studio – dice il sindaco Settimo Nizzi – ci libererà da tutta una serie di vincoli che hanno bloccato parte della città, ma soprattutto dalla paura che condiziona la vita dei cittadini». La questione è particolarmente delicata. Se per molti si tratta di un importante passo avanti, per altri sarebbe invece opportuno procedere con una certa prudenza.

La formula. La variante al Pai del 2015, voluta dall’amministrazione Nizzi e sulla quale si baserà il futuro piano di mitigazione del rischio, è stata realizzata dalla Technital. La stessa società che si occuperà di progettare le opere anti alluvione in alternativa al vecchio piano Mancini. È stato dunque l’ingegnere Simone Venturini a illustrare la complessa e super dettagliata variante ai consiglieri comunali. Venturini, nella sua lunga relazione, tra le altre cose ha spiegato perché, a Olbia, si riducono fortemente le aree prima considerate a rischio. «Siamo andati a vedere, punto per punto, dove sussistono le condizioni di vulnerabilità – dice l’ingegnere –. È una condizione che viene descritta attraverso una formula». Un calcolo che tiene conto del livello dell’acqua e della velocità con cui si muove. «È una rivoluzione copernicana nella mappatura del territorio – continua Venturini –. E questo perché molte aree precedentemente mappate genericamente come pericolose, soltanto perché si bagnavano e perché magari c’era un solo centimetro d’acqua, oggi, con questa variante, non sono più da definirsi pericolose. Non lo decidiamo noi: lo dice la norma Ardis che recepisce una norma Ispra. La formula viene da là».

Rischio ridotto. In base al nuovo calcolo, succede questo: «Se l’allagamento in qualsiasi punto è inferiore a 25 centimetri, la vulnerabilità è zero. Esiste un disagio, ma non un elemento di pericolosità». E sempre in base alla stessa formula, si calcola anche la pericolosità delle aree che possono allagarsi di oltre 25 centimetri. Tenendo quindi conto della velocità, molte delle vecchie aree Hi4 vengono adesso classificate come Hi*. «E lì sarà il Comune a dire cosa si potrà fare, non il Pai – dice Venturini –. Nell’ambito del proprio strumento di pianificazione urbanistica, cioè il Puc, il Comune potrà dare delle indicazioni operative, consentendo o meno degli interventi». Il risultato è che, rispetto al passato, tantissime aree ritenute vulnerabili dal Pai 2015 non saranno più considerate pericolose. «Oggi possiamo effettivamente dire dove c’è un pericolo e dove un semplice disagio» sottolinea ancora l’ingegnere Venturini.

La cautela. La minoranza, al momento del voto della variante, si è astenuta. Ha criticato l’amministrazione per non aver illustrato precedentemente lo studio in commissione, ma ha anche riconosciuto il valore del lavoro svolto da Venturini. E non sono mancate le perplessità, soprattutto in merito alla riduzione delle aree a rischio. «Noi oggi liberiamo delle zone della città – ha detto Antonio Loriga, di Olbia democratica –. Significa che potremo aprire una finestra, aprire una porta e forse realizzare una nuova costruzione dove oggi non possiamo ancora fare nulla. Io vorrei avere la certezza che, in quelle zone, non succeda niente. Forse prima abbiamo allargato le maglie e oggi abbiamo invece fatto degli studi più approfonditi? Vorrei solo capire questo». Venturini ha risposto: «Certe zone erano state mappate Hi4 solo perché si bagnavano. Oggi, dal punto di vista normativo, è stato cambiato il criterio». In ogni caso, la variante è stata solo adottata e per l’approvazione finale bisognerà attenere almeno 200 giorni. Lo studio sarà infatti trasmesso domani all’Autorità di bacino e l’iter si preannuncia particolarmente lungo. Il sindaco Nizzi ha così rassicurato: «Domani nessuna porta o finestra potranno essere aperte. Questo piano adesso verrà verificato, tra osservazioni e conferenze dei servizi. Dopo 200 giorni, e la pubblicazione sul Buras, le aree saranno modificate. E solo allora il Consiglio dirà cosa potremo far fare nelle aree Hi*».

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