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Olbia

«Conad non accetti i licenziamenti»

«Conad non accetti i licenziamenti»

Filcams Cgil, sit in delle lavoratrici lasciate a casa dalla nuova ditta delle pulizie

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OLBIA. Di passare dall’impugnare gli attrezzi di lavoro alle bandiere rosse di protesta, avrebbero fatto volentieri a meno. E invece dopo il cambio pelle dell’ipermercato del centro commerciale di Sa Marinedda in Spazio Conad, l’azienda subentrante del settore di pulizie ha lasciato a casa lavoratrici che contano anche più di vent’anni di impiego. Per questo ieri, sotto l’insegna della Filcams-Cgil Gallura, si sono unite in protesta.

I fatti. Una nuova vertenza che sembra nascere da normative nazionali non rispettate e diritti del lavoro non rispettati. «Dal nostro punto di vista, abbiamo più di un motivo per pretendere l’assunzione delle sei addette alle pulizie che dal primo gennaio sono rimaste senza lavoro – dichiara deciso il segretario Filcams Danilo Deiana –. Durante il cambio di società, l’azienda uscente Coopservice ha inoltrato con l’anticipo previsto da contratto l’elenco delle dipendenti interessate, e avanzando la proposta per gestire il nuovo appalto per le pulizie. Spazio Conad non ha accettato, ha preferito fare affidamento su un’altra società, la Queen service, ed ecco che questa non ha ritenuto opportuno riferirsi alle lavoratrici che già operavano qui ma affidarsi ad altro personale».

E ora? Una delle sei donne rimaste senza lavoro da poco più di un mese è Mondina Saba, che riassume la situazione: «È stata una notizia improvvisa, davamo tutte per scontato di continuare a lavorare anche con il cambio di società. Adesso? Abbiamo chiesto la Naspi e ognuna cerca di tirare avanti in qualche modo. Dispiace molto, io ho un’esperienza di vent’anni». «Io ventitré – alza la mano una ex collega – Di questi, gli ultimi sono stati anche particolarmente intensi con tutte le attività di sanificazione».

«Conad prenda posizione». Un’interlocuzione con l’azienda subentrate c’è stata, conclusasi però con una fumata nera. La contesa diventa ora giudiziale. L'idea è di rivolgersi al giudice del lavoro per capire effettivamente quali spiragli di intervento si possano aprire in favore delle ex dipendenti. «Viviamo in una società condizionata dal profitto più che dal riconoscere le persone per ciò che fanno – attacca Deiana –. La cosa scandalosa è che la nuova azienda sta adottando un contratto pirata con tabelle retributive inferiori, impensabile che questo accada all’interno di una struttura Conad, è vergognoso che lo permetta e non prenda posizione». (p.a.)

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