La Nuova Sardegna

Olbia

Paura e degrado senza fine il palazzo resta un tugurio

di Dario Budroni
Paura e degrado senza fine il palazzo resta un tugurio

Allarme inascoltato: la struttura di viale Aldo Moro ancora disseminata di rifiuti I cittadini: «Lì ci vivono anche i bambini». Aumentano le occupazioni degli alloggi

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OLBIA. I rifiuti sono ovunque. In cortile, sulle scale, negli ascensori, nei corridoi, dentro casa. Il palazzo abbandonato continua a sprofondare sempre più nel degrado. Una bomba sociale in pieno centro che nessuno riesce a disinnescare. Eppure, qui dentro, ci vivono ancora diverse famiglie, bambini compresi. La situazione, nella grande struttura che si affaccia su viale Aldo Moro, con il passare delle settimane sta continuando a peggiorare. Le occupazioni degli appartamenti sono in aumento e i cumuli di rifiuti stanno raggiungendo livelli mai visti prima. «Il degrado è fuori controllo – racconta una persona che ha abitato nella struttura fino a poco tempo fa –. In più, il palazzo adesso è anche pieno di blatte. Là dentro ci sono delle famiglie con minori, non si può continuare a far finta di nulla, qualcuno deve intervenire». Un nuovo grido d’allarme che si aggiunge a quelli lanciati nel corso degli ultimi mesi e che non hanno però mai ricevuto alcuna risposta.

Terra di nessuno. La storia è ormai nota. Il palazzone compreso tra viale Aldo Moro, via Longhena e via Peruzzi è diventato una terra di nessuno. Un tempo ospitava gli uffici della Asl, una banca e due ristoranti. Da qualche anno, invece, la normalità è man mano saltata per aria. Diversi alloggi sono stati occupati abusivamente. Molte famiglie che pagavano l’affitto sono quindi andate via. Altre sono invece rimaste. La proprietà, che per il futuro intende riqualificare l’intera struttura, aveva chiuso il condominio circa un anno fa. Ma il problema è che alcune famiglie hanno continuato a pagare ugualmente un affitto fino allo scorso autunno. Non è da escludere, dunque, che qualcuno abbia addirittura messo in piedi un sistema di affitti illegale, agendo all’oscuro dei proprietari. In ogni caso, il risultato è che il grande palazzo di proprietà di Alturcampa – società riconducibile alla famiglia Pulcini – è da un pezzo un luogo senza legge dove non vengono rispettate nemmeno le più elementari norme igienico-sanitarie, tra blatte, topi, buste piene di spazzatura ed elettrodomestici fatti a pezzi e abbandonati un po’ ovunque. Un palazzo in cui adesso manca anche l’acqua: poco più di un mese fa Abbanoa aveva infatti messo la parola fine a un allaccio abusivo.

La paura. Il vicinato ha paura. E ad avere paura sono anche molte famiglie che ancora vivono dentro il palazzone per necessità e che non riescono a trovare un’altra sistemazione. Molti alloggi sono stati infatti occupati da persone poco raccomandabili, al centro di pericolosi giri di spaccio e prostituzione. Nel luglio del 2019, in uno degli appartamenti, era stata trovata morta una ragazza di 31 anni. A mettere fine alla sua vita era stata una overdose, anche se la famiglia sostiene che la giovane sia stata in realtà uccisa e che qualcuno le abbia iniettato la dose nel braccio.

Allarme inascoltato. È da dicembre che alcuni residenti della zona e altre persone che abitano o hanno vissuto all’interno del palazzo di viale Aldo Moro chiedono un intervento deciso da parte delle istituzioni. Ma niente da fare. La situazione continua addirittura a peggiorare. Sempre a dicembre, a far sentire la sua voce era stata anche l’associazione Adiconsum.

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