Le deroghe per Carnevale musica nei locali sino alle 2
di Giuseppe Pulina
C’è l’ordinanza: qualche concessione per la “sei giorni” nel rispetto delle regole Ma Marina Tamponi (minoranza) accusa: «I contagi avvengono nei luoghi chiusi»
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TEMPIO. Prove tecniche per il Carnevale che slitterà di qualche mese e che si svolgerà forse verso fine primavera o in estate? Le aperture contenute nell’ultima ordinanza sindacale potrebbero farlo pensare. Questa consente l’intrattenimento all’interno di bar, ristoranti e pizzerie, anche se solo nei fine settimana, da venerdì alla domenica, sino all’una di notte. Non si potrà esagerare coi decibel, ma si potrà ascoltare anche musica, seppur solo di sottofondo. Una piccola deroga in più è prevista per i sei giorni del Carnevale, dal 24 febbraio al 1° marzo, martedì grasso, con la musica che, sempre in sottofondo, potrà essere diffusa nei locali sino alle 2. In attesa di sapere quando il Carnevale si farà, ecco che qualcosa si muove.
Giusto qualche spruzzata di coriandoli e un po’ di convivialità notturna da bar, ma di questi tempi non è detto che sia poco. Permane però l’obbligo di indossare la mascherina, così come la verifica dell’effettivo possesso del green pass, che, varrà forse la pena ricordare, non è facoltativo. Le ultime aperture, in linea con quanto sta accadendo a livello nazionale, trovane sostegno anche nelle ultime rilevazioni sulla curva epidemiologica in città. I forniti dal Servizio di Igiene Pubblica, risalenti allo scorso 14 febbraio, confermano il calo dei casi di positività. Al momento, sono 93 i soggetti positivi e 7 quelli posti in quarantena obbligatoria. «Un motivo in più – dichiara il sindaco Addis – per non allentare il controllo e continuare a essere estremamente prudenti, osservando rigorosamente tutte le misure di sicurezza e di protezione». Tra queste il divieto di assembramento fuori dai locali e della vendita di bevande per asporto nelle ore serali e notturne. L’ordinanza del sindaco è stata fatta subito oggetto di commenti. A commentarla non positivamente è intervenuta Marina Tamponi, consigliere di minoranza di “Tempio cambia”, che lamenta in un certo senso l’inopportunità del provvedimento. «Mi chiedo che senso abbia rinviare le sfilate di Carnevale e poi consentire gli intrattenimenti nei locali, posto che i luoghi dove più facilmente e naturalmente avvengono i contagi sono i posti chiusi, come i bar, i pub e le discoteche. Ci sono certamente meno probabilità di contagiarsi in una sfilata all’aperto, dove eventualmente tutti userebbero le mascherine, che non in un locale dove la gente beve e urla e sta a contatto ravvicinato. Se penso che a tutto ciò si aggiunge la situazione emergenziale della sanità sarda, sempre più al collasso, sono molto preoccupata dalla scelta del sindaco di adottare questa ordinanza». E, a proposito di Covid, sembrerebbe tramontata l’ipotesi di aprire un reparto specifico al “Paolo Dettori”. Nella manifestazione dello scorso 12 febbraio Addis era stato, d’altronde, chiaro, richiedendo il ripristino degli originari posti letto di Medicina.
Giusto qualche spruzzata di coriandoli e un po’ di convivialità notturna da bar, ma di questi tempi non è detto che sia poco. Permane però l’obbligo di indossare la mascherina, così come la verifica dell’effettivo possesso del green pass, che, varrà forse la pena ricordare, non è facoltativo. Le ultime aperture, in linea con quanto sta accadendo a livello nazionale, trovane sostegno anche nelle ultime rilevazioni sulla curva epidemiologica in città. I forniti dal Servizio di Igiene Pubblica, risalenti allo scorso 14 febbraio, confermano il calo dei casi di positività. Al momento, sono 93 i soggetti positivi e 7 quelli posti in quarantena obbligatoria. «Un motivo in più – dichiara il sindaco Addis – per non allentare il controllo e continuare a essere estremamente prudenti, osservando rigorosamente tutte le misure di sicurezza e di protezione». Tra queste il divieto di assembramento fuori dai locali e della vendita di bevande per asporto nelle ore serali e notturne. L’ordinanza del sindaco è stata fatta subito oggetto di commenti. A commentarla non positivamente è intervenuta Marina Tamponi, consigliere di minoranza di “Tempio cambia”, che lamenta in un certo senso l’inopportunità del provvedimento. «Mi chiedo che senso abbia rinviare le sfilate di Carnevale e poi consentire gli intrattenimenti nei locali, posto che i luoghi dove più facilmente e naturalmente avvengono i contagi sono i posti chiusi, come i bar, i pub e le discoteche. Ci sono certamente meno probabilità di contagiarsi in una sfilata all’aperto, dove eventualmente tutti userebbero le mascherine, che non in un locale dove la gente beve e urla e sta a contatto ravvicinato. Se penso che a tutto ciò si aggiunge la situazione emergenziale della sanità sarda, sempre più al collasso, sono molto preoccupata dalla scelta del sindaco di adottare questa ordinanza». E, a proposito di Covid, sembrerebbe tramontata l’ipotesi di aprire un reparto specifico al “Paolo Dettori”. Nella manifestazione dello scorso 12 febbraio Addis era stato, d’altronde, chiaro, richiedendo il ripristino degli originari posti letto di Medicina.
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