Alluvione i tre nuovi periti al lavoro
La Corte ha affidato l’incarico ai professionisti. Avranno 45 giorni di tempo
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OLBIA. La Corte d’appello di Sassari ha conferito ieri l’incarico ai tre periti – gli ingegneri Luca Ferrari, Marina Morando e Luca Molina, di Genova – che dovranno redigere una nuova perizia sul ciclone Cleopatra. Avranno 45 giorni di tempo per farlo. Si ritornerà in aula il 13 aprile quando sarà illustrata alla Corte e alle parti.
La decisione di affidare il nuovo incarico è scaturita in seguito all’impossibilità per il geologo Alfonso Bellini, autore della prima perizia, di raggiungere l’isola e sottoporsi ancora all’attività del tribunale a causa di problemi di salute. I difensori degli imputati ieri hanno chiesto alla Corte d’appello, presieduta da Plinia Azzena, di togliere dal fascicolo la perizia di Bellini e tutta la documentazione allegata. Eccezione rigettata. La prima perizia resta quindi agli atti del processo. I quesiti a cui i tre professionisti dovranno rispondere sono gli stessi della volta precedente. Dovranno descrivere l’origine e l’evoluzione dell’evento alluvionale e i meccanismi causali che hanno provocato l’annegamento delle vittime: Patrizia Corona e la figlia Morgana, Francesco Mazzoccu e il figlio Enrico, Anna Ragnedda e Maria Massa. Tra gli altri quesiti, dovranno anche accertare se l’allerta meteo con criticità elevata diramata il 17 novembre alle 16.42 dalla Protezione civile della Regione fosse adeguata. Ma anche se il Piano di protezione civile del Comune vigente all’epoca dei fatti fosse adeguato o meno ad arginare eventi della gravità di quello del 18 novembre 2013.
Oggi i tre periti faranno un sopralluogo informale nelle zone della città che furono alluvionate. A cui ne seguirà più avanti uno ufficiale, al quale i difensori hanno chiesto di essere presenti con i loro periti. Le operazioni cominceranno domani. Imputati nel processo di secondo grado l’ex sindaco Gianni Giovannelli, difeso dagli avvocati Nicola di Benedetto e Agostinangelo Marras, i dirigenti Antonello Zanda e Gabriella Palermo e il funzionario Giuseppe Budroni, assistiti dagli avvocati Jacopo Merlini, Pasquale Ramazzotti e Lorenzo Soro. Erano stati assolti dalle accuse di disastro colposo e omicidio colposo plurimo dal tribunale di Tempio nel 2017. (t.s.)
La decisione di affidare il nuovo incarico è scaturita in seguito all’impossibilità per il geologo Alfonso Bellini, autore della prima perizia, di raggiungere l’isola e sottoporsi ancora all’attività del tribunale a causa di problemi di salute. I difensori degli imputati ieri hanno chiesto alla Corte d’appello, presieduta da Plinia Azzena, di togliere dal fascicolo la perizia di Bellini e tutta la documentazione allegata. Eccezione rigettata. La prima perizia resta quindi agli atti del processo. I quesiti a cui i tre professionisti dovranno rispondere sono gli stessi della volta precedente. Dovranno descrivere l’origine e l’evoluzione dell’evento alluvionale e i meccanismi causali che hanno provocato l’annegamento delle vittime: Patrizia Corona e la figlia Morgana, Francesco Mazzoccu e il figlio Enrico, Anna Ragnedda e Maria Massa. Tra gli altri quesiti, dovranno anche accertare se l’allerta meteo con criticità elevata diramata il 17 novembre alle 16.42 dalla Protezione civile della Regione fosse adeguata. Ma anche se il Piano di protezione civile del Comune vigente all’epoca dei fatti fosse adeguato o meno ad arginare eventi della gravità di quello del 18 novembre 2013.
Oggi i tre periti faranno un sopralluogo informale nelle zone della città che furono alluvionate. A cui ne seguirà più avanti uno ufficiale, al quale i difensori hanno chiesto di essere presenti con i loro periti. Le operazioni cominceranno domani. Imputati nel processo di secondo grado l’ex sindaco Gianni Giovannelli, difeso dagli avvocati Nicola di Benedetto e Agostinangelo Marras, i dirigenti Antonello Zanda e Gabriella Palermo e il funzionario Giuseppe Budroni, assistiti dagli avvocati Jacopo Merlini, Pasquale Ramazzotti e Lorenzo Soro. Erano stati assolti dalle accuse di disastro colposo e omicidio colposo plurimo dal tribunale di Tempio nel 2017. (t.s.)
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