«Pazienti ammassati, pronto soccorso in tilt»
La denuncia dei consiglieri regionali Giuseppe Meloni (Pd) e Roberto Li Gioi (M5S) «La situazione è esplosiva. Si risolva una volta per tutte la carenza del personale»
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OLBIA. Giuseppe Meloni (Pd) ha parlato di “una situazione ormai esplosiva” e Roberto Li Gioi (M5S) ha detto di essersi trovarto di fronte a “un ospedale di guera”. I due consiglieri regionali di opposizione, dopo il sopralluogo dei giorni scorsi al pronto soccorso del Giovanni Paolo II, hanno lanciato l’allarme. L’ennesimo.
Hanno visto «numerosi pazienti ammassati sulle barelle e il poco personale al lavoro è ormai stremato ed è costretto ad acrobazie e turni massacranti». Sì, perché alla base di una emergenza senza fine «continua a esserci l’assoluta carenza di organici: medici, infermieri, Oss».
«La situazione è critica in tutta la Sardegna e non da ora - dice Meloni - ma va affrontata e risolta una volta per tutte. Senza però dimenticare che ci sono territori che hanno più bisogno di altri (e alla Gallura va rivolta tanta attenzione), e per questo le risorse vanno divise in modo equo». D’accordo anche Li Gioi che parla pure della necessità «di scorrere le graduatorie e di dare certezze e incentivi economici».
I due consiglieri regionali hanno ancora davanti agli occhi un’immagine che definiscono «drammatica». Hanno visto entrambi, al pronto soccorso, «una ventina di pazienti sui lettini, uno a fianco all’altro, senza rispettare alcun distanziamento. Ma d’altra parte non si può fare altrimenti: non c’è spazio. Malati che restano lì anche cinque, dieci, persino due settimane perché non possono essere trasferiti nel reparto di Medicina a causa dell’insufficienza di posti letto».
I numeri forniti da Giuseppe Meloni e Roberto Ligioi sono pesanti.
«L’organico previsto per il pronto soccorso, che nel 2021 ha superato i 44mila accessi, sarebbe di 16 medici più sei per l’Obi (osservazione breve intensiva). In realtà ci sono solamente sei medici turnisti più altri 4 che hanno limitazioni. A Tempio sono rimasti in 2 e quindi i colleghi del pronto soccorso di Olbia devono andare spesso in loro aiuto dopo aver lavorato di notte. Molto critica anche la situazione degli infermieri: sono 32 quelli previsti in organico, ma ne mancano 7-8. E quindi l’emergenza è perenne. Tutti i reparti sono in affanno ma la Medicina in questo momento è in veramente gravissima difficoltà: è stata praticamente dimezzata per aprire un repartino Covid e tra il 2021 e il 2022 si è passati da 58 a 30 posti letto. Nel frattempo sono stati chiusi i 12 posti letto alla Maddalena e Tempio ne ha perso una quindicina». (s.p.)
Hanno visto «numerosi pazienti ammassati sulle barelle e il poco personale al lavoro è ormai stremato ed è costretto ad acrobazie e turni massacranti». Sì, perché alla base di una emergenza senza fine «continua a esserci l’assoluta carenza di organici: medici, infermieri, Oss».
«La situazione è critica in tutta la Sardegna e non da ora - dice Meloni - ma va affrontata e risolta una volta per tutte. Senza però dimenticare che ci sono territori che hanno più bisogno di altri (e alla Gallura va rivolta tanta attenzione), e per questo le risorse vanno divise in modo equo». D’accordo anche Li Gioi che parla pure della necessità «di scorrere le graduatorie e di dare certezze e incentivi economici».
I due consiglieri regionali hanno ancora davanti agli occhi un’immagine che definiscono «drammatica». Hanno visto entrambi, al pronto soccorso, «una ventina di pazienti sui lettini, uno a fianco all’altro, senza rispettare alcun distanziamento. Ma d’altra parte non si può fare altrimenti: non c’è spazio. Malati che restano lì anche cinque, dieci, persino due settimane perché non possono essere trasferiti nel reparto di Medicina a causa dell’insufficienza di posti letto».
I numeri forniti da Giuseppe Meloni e Roberto Ligioi sono pesanti.
«L’organico previsto per il pronto soccorso, che nel 2021 ha superato i 44mila accessi, sarebbe di 16 medici più sei per l’Obi (osservazione breve intensiva). In realtà ci sono solamente sei medici turnisti più altri 4 che hanno limitazioni. A Tempio sono rimasti in 2 e quindi i colleghi del pronto soccorso di Olbia devono andare spesso in loro aiuto dopo aver lavorato di notte. Molto critica anche la situazione degli infermieri: sono 32 quelli previsti in organico, ma ne mancano 7-8. E quindi l’emergenza è perenne. Tutti i reparti sono in affanno ma la Medicina in questo momento è in veramente gravissima difficoltà: è stata praticamente dimezzata per aprire un repartino Covid e tra il 2021 e il 2022 si è passati da 58 a 30 posti letto. Nel frattempo sono stati chiusi i 12 posti letto alla Maddalena e Tempio ne ha perso una quindicina». (s.p.)
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