«Denunciamo gli occupanti abusivi»
di Marco Bittau
Il giorno dopo il blitz della polizia la società proprietaria del palazzo-tugurio di viale Aldo Moro si rivolge alla Procura
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OLBIA. Subito una denuncia in Procura per occupazione abusiva e per danneggiamento, poi un sopralluogo per verificare le condizioni di sicurezza del palazzo-tugurio di viale Aldo Moro, una delle vie più trafficate di Olbia. Sono le prime mosse ufficiali della proprietà dell’immobile dopo il blitz di mercoledì pomeriggio da parte della polizia di Stato e della Polizia locale di Olbia. Lo annuncia l’avvocato Salvatore Deiana, che tutela la società proprietaria dell’edificio – la Alturcampa, riconducibile al gruppo Pulcini – che punta a disinnescare la bomba sociale prima che sia troppo tardi.
Gli occupanti abusivi che popolano il palazzo di viale Aldo Moro (si trova esattamente tra due traverse, via Peruzzi e via Longhena) sono stati in parte identificati dalla polizia durante il blitz di mercoledì sera. Ancora non basta e la società proprietaria dell’immobile intende tutelarsi presentando una denuncia alla Procura di Tempio. «Non solo – precisa l’avvocato Deiana – abbiamo affidato l’incarico a un tecnico di fiducia di effettuare oggi stesso un sopralluogo nel fabbricato per verificare le condizioni di sicurezza. Vogliamo sapere se ci sono danni strutturali all’edificio e se persistono condizioni di pericolo per le persone. A quel punto è indispensabile concordare con il Comune interventi per la messa in sicurezza».
In effetti, la pericolosità dello stabile è evidente. In gioco, infatti, non c’è solo una questione di decoro urbano, piuttosto ci sono la salute e la sicurezza delle persone che vivono a qualunque titolo all’interno del palazzo ma anche di quelle che transitano nelle vicinanze. In altre parole, l’isolato intorno all’edificio è diventato un piccolo Bronx con il quale è impossibile convivere. Cumuli di rifiuti ovunque, niente acqua corrente, solo allacci abusivi, traffici più o meno loschi davanti agli occhi di tutti, complessivamente una sorta di zona franca dove può succedere di tutto a ogni ora del giorno e della notte. Una polveriera che dopo anni di abbandono adesso è diventata una priorità cittadina, come confermano le attenzioni degli amministratori comunali che sinora evidentemente avevano chiuso gli occhi, persino in campagna elettorale quando tutte le discariche urbane fanno buon gioco.
Il Comune ora ha scelto la strada del pugno di ferro. Un primo passo è stato il blitz di mercoledì con l’identificazione degli occupanti abusivi, il secondo potrebbe essere uno sgombero per ragioni di sicurezza. Cioè un’operazione di ordine pubblico.
In ogni caso, per tutti (Comune e proprietà) recuperare il bandolo della matassa non è un’impresa facile. Nella terra di nessuno, infatti, non è neppure chiaro chi vive abitualmente chi è solo di passaggio per una notte, chi paga l’affitto (come sostengono alcuni residenti) e chi invece no, chi occupa abusivamente e chi invece ha un titolo per abitare lì. Tante storie ai confini della legalità e forse anche della realtà, perché in fondo l’unica certezza di questa vicenda è che in un posto così non si può vivere.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Gli occupanti abusivi che popolano il palazzo di viale Aldo Moro (si trova esattamente tra due traverse, via Peruzzi e via Longhena) sono stati in parte identificati dalla polizia durante il blitz di mercoledì sera. Ancora non basta e la società proprietaria dell’immobile intende tutelarsi presentando una denuncia alla Procura di Tempio. «Non solo – precisa l’avvocato Deiana – abbiamo affidato l’incarico a un tecnico di fiducia di effettuare oggi stesso un sopralluogo nel fabbricato per verificare le condizioni di sicurezza. Vogliamo sapere se ci sono danni strutturali all’edificio e se persistono condizioni di pericolo per le persone. A quel punto è indispensabile concordare con il Comune interventi per la messa in sicurezza».
In effetti, la pericolosità dello stabile è evidente. In gioco, infatti, non c’è solo una questione di decoro urbano, piuttosto ci sono la salute e la sicurezza delle persone che vivono a qualunque titolo all’interno del palazzo ma anche di quelle che transitano nelle vicinanze. In altre parole, l’isolato intorno all’edificio è diventato un piccolo Bronx con il quale è impossibile convivere. Cumuli di rifiuti ovunque, niente acqua corrente, solo allacci abusivi, traffici più o meno loschi davanti agli occhi di tutti, complessivamente una sorta di zona franca dove può succedere di tutto a ogni ora del giorno e della notte. Una polveriera che dopo anni di abbandono adesso è diventata una priorità cittadina, come confermano le attenzioni degli amministratori comunali che sinora evidentemente avevano chiuso gli occhi, persino in campagna elettorale quando tutte le discariche urbane fanno buon gioco.
Il Comune ora ha scelto la strada del pugno di ferro. Un primo passo è stato il blitz di mercoledì con l’identificazione degli occupanti abusivi, il secondo potrebbe essere uno sgombero per ragioni di sicurezza. Cioè un’operazione di ordine pubblico.
In ogni caso, per tutti (Comune e proprietà) recuperare il bandolo della matassa non è un’impresa facile. Nella terra di nessuno, infatti, non è neppure chiaro chi vive abitualmente chi è solo di passaggio per una notte, chi paga l’affitto (come sostengono alcuni residenti) e chi invece no, chi occupa abusivamente e chi invece ha un titolo per abitare lì. Tante storie ai confini della legalità e forse anche della realtà, perché in fondo l’unica certezza di questa vicenda è che in un posto così non si può vivere.
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