«Più scempi che potature grave danno alla natura»
di Claudio Inconis
Palau. Gli architetti Ponis e Zalaffi contro il disboscamento della macchia nobile Accorato appello al comune: così non si fa pulizia, è un’operazione senza criterio
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PALAU. Uno sfregio alla ricchezza naturalistica endemica. Chiedono rispetto per la nobile macchia mediterranea gli architetti Alberto Ponis e Annarita Zalaffi, dopo gli ennesimi lavori di potatura giudicati estremi sulla macchia mediterranea di Palau, i cui arbusti ora sono quasi totalmente spogli senza la caratteristica chioma. «Un autentico scempio» commentano. Uniti lavorativamente e sentimentalmente, Ponis e Zalaffi nella loro carriera hanno sempre mostrato particolare sensibilità per la valorizzazione dell'ambiente naturale, con oltre 200 case nel solo nord Sardegna a confermarlo. «Abbiamo sempre sostenuto che il verde pubblico che abbiamo ricevuto dai nostri genitori vada difeso e tramandato ai nostri nipoti, per cui non possiamo non esprimere sconforto per quello che succede negli ultimi anni a Palau – commenta Zalaffi, che ha già provato a sensibilizzare amministrazione comunale e ufficio ambiente con scarsi risultati – Ora stiamo coinvolgendo la fondazione Unverde, per provare a trovare sostegno dagli enti, ma sarebbe importante che anche i cittadini prendessero posizione in merito». Difficile capire il motivo di questo tipo d'interventi: «Purtroppo ogni segnalazione o tentativo di dialogo con l'amministrazione si interrompe bruscamente dietro spiegazioni di circostanza, come la sporcizia o la presenza di topi, ma qui si assiste a un disboscamento senza criterio in cui viene lasciato un ramoscello solitario che ha ben poco a che vedere con la pulizia del sito. La macchia nobile mediterranea viene praticamente azzerata con buona pace delle chiome degli olivastri e lentischi. Tra l'altro, se i problemi fossero veramente quelli evidenziati basterebbe applicare una cura metodica per il sottobosco, o una derattizzazione per i topi, insomma: dedicarsi al verde senza limitarsi a distruggerlo». Oltretutto, evidenziano gli architetti, la pulizia non si adatta in base al punto del paese in cui si trova. «Anche il parco del Tartafone o l'area della spiaggia dell'isolotto sono stati totalmente disboscati, senza tener conto né della bellezza e ricchezza naturalistica ma neanche dell'utilità effettiva delle piante, come la capacità di rinfrescare e ossigenare. Sembra veramente una follia, specialmente in un periodo storico in cui il rispetto ambientale sta diventando una prerogativa, che a Palau si assista a situazioni simili. D'altronde, basta ricordare cosa successo in passato con gli oleandri – ricorda Zalaffi, in riferimento alla rimozione avventura alcuni anni fa – E dire che proprio grazie alla capacità d'integrare natura e urbanizzazione Palau è meta di visite degli studenti d'architettura di tutta Europa, anche lo scorso autunno abbiamo accolto e guidato nelle visite studenti del politecnico di Zurigo e Londra, che prendono spunto dalla capacità d'integrare bellezza paesaggistica e tratto urbano, ma certo con queste potature non diamo un buon esempio di rispetto verso la natura».
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