La Nuova Sardegna

Olbia

Si muove la proprietà «Muriamo il palazzo e togliamo i rifiuti»

di Dario Budroni
Si muove la proprietà «Muriamo il palazzo e togliamo i rifiuti»

Viale Aldo Moro, le azioni per mettere in sicurezza l’edificio Prevista anche una denuncia in Procura contro gli abusivi

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OLBIA. La bomba sociale sembra ormai avere i giorni contati. La proprietà adesso vuole disinnescare una situazione diventata pericolosamente esplosiva. Il cronoprogramma si basa su tre passaggi: rimozione dei rifiuti, denuncia in Procura contro gli abusivi e infine la chiusura dello stabile, con gli accessi che saranno murati con mattoni e cemento. Ieri mattina, l’avvocato Salvatore Deiana, che tutela la società proprietaria dell’edificio, si è recato sul posto insieme a un tecnico. L’obiettivo è quello di mettere la parola fine a tutto ciò che accade tra le mura del vecchio palazzone che dà su viale Aldo Moro, via Longhena e via Peruzzi, un tempo sede della Asl, di una banca e di due ristoranti e adesso trasformato in un gigantesco tugurio con tanto di appartamenti occupati e discariche disseminate praticamente ovunque.

Le tre azioni. «Per prima cosa, bisognerà mettere in sicurezza lo stabile dal punto di vista igienico-sanitario» spiega l’avvocato Salvatore Deiana. Per questo, sono stati contattati sia la Devizia che altre due imprese private. Poi, in questi giorni, sarà presentata una denuncia in Procura, soprattutto sulla base della tutela dell’ordine pubblico. Per sgomberare il palazzo, infatti, servirà soprattutto il supporto delle forze dell’ordine. Infine, a spese proprie, la proprietà provvederà a murare l’intero edificio, per evitare nuove occupazioni abusive.

Chi ci vive. Mandare via chi vive nel palazzo, comunque, non sarà semplice. Anche perché non è per nulla chiaro cosa sia accaduto negli ultimi anni all’interno dell’edificio di proprietà di Alturcampa, società riconducibile al gruppo Pulcini. Molti degli alloggi, infatti, sono stati occupati nel tempo in maniera del tutto abusiva. Ma in alcuni appartamenti vivono da anni anche alcune famiglie (con bambini) che hanno sempre raccontato di aver pagato un affitto, anche fino a poche settimane fa. E considerato che la proprietà ha ufficialmente chiuso il condominio da circa un anno, è probabile che qualcuno abbia messo in piedi un giro di affitti del tutto illegale. In ogni caso, la vita all’interno del palazzone di viale Aldo Moro è un qualcosa di impossibile. E i motivi sono diversi: lo stabile è disseminato di rifiuti, l’acqua manca da inizio gennaio e in alcuni alloggi si registrano anche pericolosi giri di spaccio e prostituzione.

Il Comune. Anche il Comune si sta muovendo per cercare di risolvere la situazione, attraverso i suoi servizi. Mercoledì si è svolto per esempio un blitz di polizia locale e polizia, con l’identificazione di alcuni abitanti della struttura. Il sindaco Settimo Nizzi aveva poi detto: «Non possiamo tollerare niente di più, siamo al lavoro per ripristinare la legalità». Inoltre, il sindaco, che potrebbe firmare un’ordinanza di sgombero, aveva parlato di «gravi responsabilità» da parte della proprietà dello stabile. Del caso se ne sta occupando anche la minoranza in consiglio comunale, che ha presentato una interpellanza al primo cittadino.

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