La Nuova Sardegna

Olbia

Sfregiano gli scogli con lo spray

di Paolo Ardovino
Sfregiano gli scogli con lo spray

Scritte e dediche con la vernice blu segnalate dai cittadini alla polizia locale e alla guardia costiera

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OLBIA. L’amore non ha regole, ma avrebbe bisogno quantomeno di qualche consiglio. Il primo: non c’è bisogno di imbrattare le rocce sul mare per dimostrare la propria devozione. E invece proprio alcune dediche romantiche scritte con la bomboletta spray sono comparse sugli scogli a Sa Marinedda, di fronte allo specchio d’acqua dell’area sud del golfo di Olbia.

Le dediche. A notare lo scempio è stato un piccolo gruppo di residenti abituati a percorrere la costa per escursioni a contatto con la natura e a pochi metri dal mare. Giunti al termine di via Cesare Pavese, praticamente dietro all’anfiteatro Michelucci, la triste sorpresa: «Ti voglio troppo bene», «mi manchi», «ti lovvo troppo», «come farei senza di te?», frasi in blu scritte direttamente sulla pietra. Un sentimento evidentemente troppo forte per rimanere in una banale chat, a quanto pare. Il risultato però è una grave deturpazione dei principali elementi naturali di quel paesaggio caratteristico della sponda bassa del golfo olbiese. Protagonisti dell’atto vandalico potrebbero essere adolescenti a corto di educazione, cioè ragazzini che pur di stupire nel loro corteggiamento non si sono fermati neppure davanti al danno evidente al patrimonio ambientale. «E credo sia ancora più grave», commenta un residente della zona, Christian Cicoria, che insieme a Consuelo Fiori ha fotografato le rocce coperte di vernice appena ritrovate in questo stato e segnalato la situazione alla polizia locale. È stata avvisata anche la guardia costiera, che interverrà già nella giornata di oggi con un primo sopralluogo nell’area indicata.

Lo scorso ottobre. L’ultimo episodio analogo di rocce imbrattate risale ad appena qualche mese fa quando a ottobre proprio La Nuova Sardegna aveva segnalato l'atto vandalico, sempre con vernice spray alla mano, sulla parete di uno scoglio a Fontana Umbrina, spiaggia tra Bunthe e Li Cuncheddi. Una roccia deturpata in maniera evidente e in quel caso si trattava del profilo di un volto molto colorato e di grandi dimensioni, a opera di una coppia di turisti stranieri che si firmò «Franzi» e «Johanne». L’immancabile tag è una costante perché anche nel caso di queste scritte in blu comparse dietro l’arena Michelucci, l’autore o l’autrice non si è voluto nascondere nell’anonimato. «Cp» le iniziali lasciate a fianco a ogni messaggio, oltre a cuori e altri simboli.

I precedenti. Sulle cronache galluresi il ritrovamento di elementi naturali deturpati è un fenomeno che si ripropone puntuale. A parte la roccia-tartaruga di Cala Girgolu, a San Teodoroi, nel 2007 l’attrice Eleonora Brigliadori presa dall’ispirazione dipinse a secchiate uno scoglio a Portobello di Gallura, ad Aglientu e venne denunciata. Dieci anni fa finì sotto attacco per mano di vandali la pietra della Costa Smeralda. Nel 2015 uno scoglio a Capo Ceraso fu sfregiato con le iniziali dello Yacht club Li Cuncheddi. Scritte spray colorate anche sulla spiaggia di Tre monti, a Baja Sardinia, lo scorso settembre.

I rifiuti. Sul recente accaduto a Sa Marinedda, volgendo lo sguardo dal mare alla vegetazione retrostante, è l’occasione per segnalare anche quella che sembra a tutti gli effetti una piccola discarica a cielo aperto: oltre a un’auto giocattolo arenata in acqua vicino agli scogli, rifiuti di vario tipo sono abbandonati tra le piante e gli arbusti intorno. Sacchetti aperti, plastiche, lattine, gettate a due passi dal mare e che costeggiano il tratto di strada sterrata di via Pavese.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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