Il sindaco alla proprietà: «Pronti per lo sgombero»
di Dario Budroni
Settimo Nizzi scrive alla Alurcampa e preannuncia l’arrivo di una sua ordinanza Lo stabile di viale Aldo Moro dichiarato inabitabile. Cominciati i lavori di pulizia
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OLBIA. Il sindaco firma le prime carte per liberare il palazzo trasformato in una discarica. Con una apposita comunicazione, Settimo Nizzi avvisa la proprietà del fatto che è stato appena avviato il procedimento amministrativo che si concluderà con una ordinanza di inabitabilità e di sgombero dello stabile. Il palazzone che si affaccia su viale Aldo Moro, via Longhena e via Peruzzi – da anni abbandonato a se stesso e quindi finito al centro di una lunga serie di occupazioni abusive – ha insomma i giorni contati, almeno dal punto di vista del degrado. Il Comune, dopo i sopralluoghi della polizia locale, si è ufficialmente mosso per mettere la parola fine a una situazione estrema che si è trascinata per troppo tempo, tra cumuli di rifiuti, case occupate, spaccio, risse e prostituzione. A farne le spese sono state soprattutto quelle famiglie che abitavano da anni nel palazzo (con contratto regolare) e che si sono pian piano ritrovate a dover vivere nel bel mezzo di una bomba sia ecologica che sociale. In ogni caso, la proprietà ha da poco iniziato a intervenire nello stabile, portando via i primi rifiuti e presentando una denuncia in Procura a carico di ignoti.
Il sindaco. Nei giorni scorsi il sindaco Nizzi aveva detto: «Ci sono gravi responsabilità, non si può lasciare un palazzo in queste condizioni. Il limite è stato superato e adesso interveniamo con determinazione». Ieri è quindi partito l’avviso che, in base alle procedure previste dalla normativa, anticipa l’ordinanza di inabitabilità e di sgombero. Destinataria la Alturcampa, società proprietaria dell’immobile e riconducibile al gruppo Pulcini. «L’immobile versa in un totale stato di degrado e insalubrità» si legge nel documento firmato dal sindaco. E poi ancora: «Alcune delle singole unità abitative risultano attualmente occupate anche da famiglie con figli minori. Manca il collegamento con la rete idrica comunale, sono presenti delle vere e proprie discariche abusive di rifiuti, le unità immobiliari presentano distacchi della tinteggiatura, efflorescenze, ammaloramenti delle superfici, macchie di umidità, porte divelte. L’area interna, oltre che dai rifiuti, è invasa da erbacce e arbusti incolti, condizioni ideali per favorire la proliferazione di topi, zanzare e altri insetti nocivi». Il sindaco, nei tempi previsti dalla legge, procederà dunque con una ordinanza. Gli abusivi verranno quindi allontanati. I servizi sociali del Comune dovranno però in qualche modo occuparsi di supportare le famiglie con minori che ancora vivono nell’edificio.
La proprietà. La proprietà, dopo un lungo periodo di totale abbandono, è da poco intervenuta nel grande palazzo un tempo sede anche degli uffici della Asl, di una banca e di due ristoranti. L’azione del sindaco viene comunque accolta con serenità. «Siamo ben felici, vogliamo che finisca il fenomeno delle occupazioni abusive del palazzo» commenta Salvatore Deiana, legale della Alturcampa. La proprietà, tramite l’avvocato, ha da poco presentato una denuncia in Procura contro ignoti. Un modo, questo, anche per chiedere un supporto nelle operazioni di sgombero. Inoltre, sempre la proprietà ha cominciato a liberare l’edificio dai rifiuti. Due mattine fa, per esempio, sono stati portati via tutti quelli che erano stati accatastati nel cortile. La proprietà ha anche annunciato di voler murare gli accessi per evitare nuove occupazioni. Sempre secondo i progetti della Alturcampa, il grande palazzo, costruito negli ormai lontani anni Ottanta, sarà infine interessato da un progetto di riqualificazione.
Il sindaco. Nei giorni scorsi il sindaco Nizzi aveva detto: «Ci sono gravi responsabilità, non si può lasciare un palazzo in queste condizioni. Il limite è stato superato e adesso interveniamo con determinazione». Ieri è quindi partito l’avviso che, in base alle procedure previste dalla normativa, anticipa l’ordinanza di inabitabilità e di sgombero. Destinataria la Alturcampa, società proprietaria dell’immobile e riconducibile al gruppo Pulcini. «L’immobile versa in un totale stato di degrado e insalubrità» si legge nel documento firmato dal sindaco. E poi ancora: «Alcune delle singole unità abitative risultano attualmente occupate anche da famiglie con figli minori. Manca il collegamento con la rete idrica comunale, sono presenti delle vere e proprie discariche abusive di rifiuti, le unità immobiliari presentano distacchi della tinteggiatura, efflorescenze, ammaloramenti delle superfici, macchie di umidità, porte divelte. L’area interna, oltre che dai rifiuti, è invasa da erbacce e arbusti incolti, condizioni ideali per favorire la proliferazione di topi, zanzare e altri insetti nocivi». Il sindaco, nei tempi previsti dalla legge, procederà dunque con una ordinanza. Gli abusivi verranno quindi allontanati. I servizi sociali del Comune dovranno però in qualche modo occuparsi di supportare le famiglie con minori che ancora vivono nell’edificio.
La proprietà. La proprietà, dopo un lungo periodo di totale abbandono, è da poco intervenuta nel grande palazzo un tempo sede anche degli uffici della Asl, di una banca e di due ristoranti. L’azione del sindaco viene comunque accolta con serenità. «Siamo ben felici, vogliamo che finisca il fenomeno delle occupazioni abusive del palazzo» commenta Salvatore Deiana, legale della Alturcampa. La proprietà, tramite l’avvocato, ha da poco presentato una denuncia in Procura contro ignoti. Un modo, questo, anche per chiedere un supporto nelle operazioni di sgombero. Inoltre, sempre la proprietà ha cominciato a liberare l’edificio dai rifiuti. Due mattine fa, per esempio, sono stati portati via tutti quelli che erano stati accatastati nel cortile. La proprietà ha anche annunciato di voler murare gli accessi per evitare nuove occupazioni. Sempre secondo i progetti della Alturcampa, il grande palazzo, costruito negli ormai lontani anni Ottanta, sarà infine interessato da un progetto di riqualificazione.
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