Ragnedda è in campo: «Mi ricandido»
di Antonello Sechi
Il sindaco annuncia che correrà per il secondo mandato: abbiamo fatto un buon lavoro, vogliamo completarlo
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ARZACHENA. «Il dado è tratto ed è giusto che lo dica». Parla Roberto Ragnedda. Dice per la prima volta che corre per fare il bis a palazzo Ruzittu, sede storica del sindaco di Arzachena. Si voterà a giugno probabilmente, mentre sarà ancora forte l’eco delle celebrazioni del centenario dell’autonomia amministrativa di questo comune che, baciato da Dio che gli ha regalato un territorio fantastico e da Karim Aga Khan che ne ha fatto un approdo per i ricchi di tutto il mondo, è diventato il secondo centro della Gallura e la nave pilota dell’industria sarda delle vacanze. Ragnedda riparte dal suo raggruppamento civico. Era nelle cose ed è il primo candidato sindaco ufficiale in un panorama in cui, sul fronte opposto, sono molto attivi i sardisti di Gianni Filigheddu. «Abbiamo fatto le giuste riflessioni con i consiglieri e gli assessori, le figure e gli ambienti che ci hanno sostenuto – spiega il sindaco – Da tempo molti mi chiedevano che cosa avrei fatto, ora la scelta è maturata. C’è un programma da portare avanti, vogliamo farlo ancora con impegno e determinazione».
Ragnedda, che ha aderito ai Riformatori, sottolinea la natura civica della sua amministrazione. «Apparteniamo a ispirazioni diverse – dice – abbiamo costruito un percorso con diverse anime e sensibilità, molto trasversale, mettendo da parte individualismi, con un giusto confronto e sintesi nell’interesse di Arzachena. Ripartiamo da qui. Le appartenenze politiche sono un’altra cosa. Dal 2017 abbiamo svolto un percorso che ha dato stabilità ad Arzachena: l’ultima amministrazione non era andata a buon fine, il comune era gestito da un commissario, mancava il senso di squadra del paese. Noi abbiamo dato impulso alla macchina amministrativa, mandato avanti il programma mettendo al centro i giovani, gli operatori e le attività per una ricaduta stabile su una comunità che è punto di riferimento del turismo sardo. L’ente ora funziona come un’orchestra, per questo ringrazio gli uffici e il personale: ci hanno messo tanto del loro. Ad esempio, il Suape ora dà risposte ai cittadini in tempi molto rapidi».
Il sindaco di Arzachena si dice certo che la sua amministrazione abbia fatto un buon lavoro: «E ritengo che la popolazione abbia apprezzato, così come le amministrazioni vicine con cui abbiamo discusso e lavorato, o entità sovracomunali come l’Anas, con cui è stato riaperto il discorso sulla strada Olbia-Arzachena-Santa Teresa che andava avanti senza risultati da vent’anni, Abbanoa che ha preso in mano una situazione datata di sversamenti in mare, la Marina militare per il deposito di cala Battistoni che adesso diventerà un museo, i vigili del fuoco per la nuova caserma, e così via. E, nonostante il periodo difficile a causa della pandemia, ritengo anche che sia stato apprezzato il lavoro sulla qualità della vita, le scuole e gli impianti sportivi».
Ragnedda chiede agli arzachenesi di poter completare il lavoro avviato. «In un mandato – spiega – non si può fare tutto, anche se oggettivamente abbiamo fatto tanto e non abbiamo certo lesinato impegno e costanza. Vogliamo completare le cose iniziate. E c’è l’occasione del Pnnr da cogliere: vogliamo costituire un ufficio ad hoc per le opere strategiche. A cominciare dalla 4 corsie, per la quale attendiamo i pareri ambientali. Vogliamo anche lanciare un messaggio di positività dopo anni molto duri per il Covid: Arzachena è cresciuta, maturata, dimostrando che si può lavorare insieme. Noi abbiamo cercato di essere vicini a tutti, lo spirito collettivo è stato eccezionale, abbiamo fatto una grande campagna vaccinale e per questo ringrazio i medici e il personale per la grande disponibilità». Il sindaco di Arzachena è anche il sindaco della Costa Smeralda. I rapporti con i suoi vertici in questi cinque anni non sono sempre stati facilissimi. Ragnedda è sereno: «Nessuna contrapposizione. Abbiamo aperto un momento di nuovo dialogo con l’obiettivo di sviluppare potenzialità per alcuni versi inespresse. Puntando ad avere di più su occupazione, lavoro, apertura delle attività, sulla crescita della nostra destinazione turistica. La Costa Smeralda è la nostra punta di diamante».
Ragnedda, che ha aderito ai Riformatori, sottolinea la natura civica della sua amministrazione. «Apparteniamo a ispirazioni diverse – dice – abbiamo costruito un percorso con diverse anime e sensibilità, molto trasversale, mettendo da parte individualismi, con un giusto confronto e sintesi nell’interesse di Arzachena. Ripartiamo da qui. Le appartenenze politiche sono un’altra cosa. Dal 2017 abbiamo svolto un percorso che ha dato stabilità ad Arzachena: l’ultima amministrazione non era andata a buon fine, il comune era gestito da un commissario, mancava il senso di squadra del paese. Noi abbiamo dato impulso alla macchina amministrativa, mandato avanti il programma mettendo al centro i giovani, gli operatori e le attività per una ricaduta stabile su una comunità che è punto di riferimento del turismo sardo. L’ente ora funziona come un’orchestra, per questo ringrazio gli uffici e il personale: ci hanno messo tanto del loro. Ad esempio, il Suape ora dà risposte ai cittadini in tempi molto rapidi».
Il sindaco di Arzachena si dice certo che la sua amministrazione abbia fatto un buon lavoro: «E ritengo che la popolazione abbia apprezzato, così come le amministrazioni vicine con cui abbiamo discusso e lavorato, o entità sovracomunali come l’Anas, con cui è stato riaperto il discorso sulla strada Olbia-Arzachena-Santa Teresa che andava avanti senza risultati da vent’anni, Abbanoa che ha preso in mano una situazione datata di sversamenti in mare, la Marina militare per il deposito di cala Battistoni che adesso diventerà un museo, i vigili del fuoco per la nuova caserma, e così via. E, nonostante il periodo difficile a causa della pandemia, ritengo anche che sia stato apprezzato il lavoro sulla qualità della vita, le scuole e gli impianti sportivi».
Ragnedda chiede agli arzachenesi di poter completare il lavoro avviato. «In un mandato – spiega – non si può fare tutto, anche se oggettivamente abbiamo fatto tanto e non abbiamo certo lesinato impegno e costanza. Vogliamo completare le cose iniziate. E c’è l’occasione del Pnnr da cogliere: vogliamo costituire un ufficio ad hoc per le opere strategiche. A cominciare dalla 4 corsie, per la quale attendiamo i pareri ambientali. Vogliamo anche lanciare un messaggio di positività dopo anni molto duri per il Covid: Arzachena è cresciuta, maturata, dimostrando che si può lavorare insieme. Noi abbiamo cercato di essere vicini a tutti, lo spirito collettivo è stato eccezionale, abbiamo fatto una grande campagna vaccinale e per questo ringrazio i medici e il personale per la grande disponibilità». Il sindaco di Arzachena è anche il sindaco della Costa Smeralda. I rapporti con i suoi vertici in questi cinque anni non sono sempre stati facilissimi. Ragnedda è sereno: «Nessuna contrapposizione. Abbiamo aperto un momento di nuovo dialogo con l’obiettivo di sviluppare potenzialità per alcuni versi inespresse. Puntando ad avere di più su occupazione, lavoro, apertura delle attività, sulla crescita della nostra destinazione turistica. La Costa Smeralda è la nostra punta di diamante».
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