«Tribunale a due velocità e io perderò la mia casa a Baja Sardinia»
L’odissea di una 62enne la cui villa sarà venduta all’asta ad aprile. «Da un rinvio all’altro sul mio reclamo ma vanno spediti sul pignoramento»
ARZACHENA. La decisione del tribunale ancora non arriva e lei rischia di perdere la sua casa. «Ad aprile è fissata l’asta per vendere la villa di Baja Sardinia che mi hanno lasciato i miei genitori. È una sofferenza terribile, combatto da anni per riaverla, per me ha un grandissimo valore affettivo, e rischio di perderla per le inadempienze di un tribunale che non ha ancora deciso sul mio reclamo ma è andato spedito sul pignoramento», dice angosciata Tiziana Fadini, 62 anni, di Milano. Che racconta la sua storia e quanto è successo al tribunale di Tempio, che ha viaggiato a due velocità. Una situazione paradossale e kafkiana con una domanda di giustizia che rischia di arrivare quando ormai è troppo tardi.
La villa è oggetto di pignoramento immobiliare. La donna, assistita dall’avvocato Donatella Iacona, ha fatto opposizione dicendosi non debitrice della somma intimata, e ha chiesto la sospensione del pignoramento. Il giudice ha rigettato l’istanza e contro il provvedimento, nel marzo 2020, Tiziana Fadini ha proposto reclamo al collegio chiedendo che accogliesse l’istanza di sospensione. Il tribunale ha fissato l’udienza. Non nei 20 giorni previsti dal codice, ma nell’aprile 2021. Ovvero un anno dopo. L’avvocato ha presentato numerose richieste di anticipazione dell’udienza, rimarcando che il pignoramento stava andando avanti e che il rischio era quello che la casa venisse venduta all’asta senza che il tribunale si fosse ancora pronunciato sul reclamo. In sostanza, il tribunale ha proseguito spedito il suo corso solo sul fronte del pignoramento, mentre l’udienza sul reclamo (quindi sulla richiesta di sospendere il provvedimento), è andata a rilento, impantanata nei rinvii. L’udienza del 27 aprile 2021 in cui il collegio avrebbe dovuto decidere sul reclamo è stato rinviato d’ufficio di un ulteriore anno, e cioè al 20 aprile 2022 a causa del «gravosissimo carico dell’ufficio», era stata la motivazione. A quel punto il legale della donna ha chiesto al giudice dell’esecuzione di sospendere la vendita della villa essendo necessario attendere la decisione sul reclamo. Istanza su istanza, l’avvocato è riuscito a ottenere l’anticipazione dell’udienza a ottobre 2021. «Ed è da allora, cioè da quattro mesi – spiega la donna –, che aspettiamo di conoscere la decisione, col pericolo che la mia casa, ad aprile, venga venduta e che la decisione sulla richiesta di sospendere l’asta non serva più a niente perché già superata. E questo nonostante siano trascorsi due anni da quando ho presentato opposizione. È una grande ingiustizia quella che sto vivendo, non mi dò pace, non voglio perdere la mia casa per una risposta che tarda ad arrivare».
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