La Nuova Sardegna

Olbia

Cyberbullismo, l’allarme dei ds

di Giuseppe Pulina
Cyberbullismo, l’allarme dei ds

I dirigenti scolastici degli istituti galluresi: necessaria la presenza dello psicologo a scuola tutto l’anno

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TEMPIO. Non potevano presentare casi identificabili, ma dalle loro parole è risultato chiaro che il cyberbullismo miete vittime anche nelle scuole della Gallura. È stato questo uno dei contributi che i dirigenti scolastici degli istituti galluresi presenti al congresso di Eurispes sul cyberbullismo hanno offerto alla giornata di studio durante la quale sono stati illustrati i risultati della diffusione del fenomeno nell’isola. Fenomeno che non risparmia nessuno e, tanto meno, la Gallura.

Si sbaglierebbe però, come hanno voluto far presente i ds della Gallura, a gettare la croce sugli insegnanti e sul sistema scuola, gravato di compiti e responsabilità che le famiglie non sono capaci di assolvere. Il cyberbullismo colpisce soprattutto nelle realtà più vulnerabili e nei momenti più critici. Il fatto che i casi di molestie informatiche siano aumentati nei due anni e mezzo di pandemia non è una casualità. «Tanto più che - ha dichiarato Gianluca Corda, dirigente scolastico dell’Istituto Amsicora e reggente pro tempore di altre scuole, tra le quali 13 plessi di un comprensivo - la scuola è oggi l’ultima possibilità per i giovani di avere relazioni sociali. Quotidianamente sperimento le fragilità dei nostri ragazzi e mi viene da pensare che i prossimi che s’iscriveranno alle superiori saranno ragazzi che avranno fatto almeno un ciclo completo di scuola in emergenza». Nelle parole del ds dell’Amsicora si legge l’amarezza di chi ogni giorno deve constatare il triste epilogo di qualche ritiro sociale. «Dietro le fragilità dei ragazzi s’intravede anche quella di quelli che chiamo genitori arresi, ai quali mancano spesso gli strumenti per intervenire».

Oltre al cyberbullo e al bullo, ci sono così casi di ragazzi con disturbi del sonno, che fanno uso di sostanze, conoscono la dipendenza dal gioco e usano il cellulare come terreno di estraniamento dalla realtà. «Rimane vero il fatto che gran parte degli atti di cyberbullismo avvengono nelle chat scolastiche».

Un quadro che non ha nulla di confortante e che la ds del “Dettori” di Tempio, Maria Ivana Franca, dichiara di condividere. «Abbiamo ragazzi con tante problematiche e dentro la mia scuola mi ritrovo ad analizzare le situazioni di disagio che i ragazzi stanno vivendo e che la pandemia ha solo fatto ulteriormente crescere. Si ha necessità di una figura di supporto, lo psicologo, presente nella sua totalità, per tutto l’anno scolastico, perché gli attacchi di panico da gestire sono all’ordine del giorno». Una necessità condivisa dal collega dell’Amsicora, che ha ricordato come lo sportello d’ascolto psicologico, attivato grazie al progetto Ischola, avesse fatto registrare nella sua scuola quasi 40 colloqui alla settimana.

Il fatto è che a disporre al momento di un servizio di consulenza sono al momento poche scuole. Anche l'assessore regionale all'Istruzione, Andrea Biancareddu, vorrebbe che se ne incentivasse la presenza o che se ne rendesse meno episodica la disponibilità.

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