TRADIZIONI LOCALI
Lu Baddhittu e La Beltula, chicche di tempiesità
TEMPIO. Vanno a ruba e a non perderne un numero sono soprattutto i cultori delle tradizioni locali. Quelli che, in parole povere, di Tempio e dei dintorni del suo passato vorrebbero sapere sempre...
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TEMPIO. Vanno a ruba e a non perderne un numero sono soprattutto i cultori delle tradizioni locali. Quelli che, in parole povere, di Tempio e dei dintorni del suo passato vorrebbero sapere sempre tutto. Si tratta dei "fogli" informativi "Lu Baddhittu" e "La Beltula", vere chicche per i cultori della tempiesità e per catalogatori di aneddoti, proverbi, modi di dire, foto storiche e testimonianze del passato. Il primo ha alle spalle una storia di 21 anni e un repertorio di foto e informazioni negli anni diventato imponente. Gli anni di attività della "Beltula" sono invece sei, ma tanta è la strada già fatta. Nel numero di febbraio di "Lu Baddhittu" si racconta l'epidemia di colera del 1855 e si dà spazio alle consuete rubriche curate da Sergio Pala e Gianmario Pintus, oltre che alla "storia tempiese", giunta alla quarta puntata, di Daniele Carbini. Nelle 4 pagine in bianco e nero della "Beltula" di marzo trovano invece spazio i ricordi di un passato più o meno noto, tratto dalle storie di Gennaro Landriscina e dalle rievocazioni storiche di Nicola Vasa, Giuseppe Gana, Mario Sanna e Andrea Muzzeddu, titolare della rubrica "Linga e dignitai". (g.pu.)
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