Tentata estorsione un ex consigliere finisce a processo
OLBIA. «Se vai alla guardia di finanza ti rovino. Fai come vuoi. I soldi stanno arrivando e me li spendo io». A pronunciare questa minaccia, secondo le accuse della Procura, sarebbe stato Marco...
2 MINUTI DI LETTURA
OLBIA. «Se vai alla guardia di finanza ti rovino. Fai come vuoi. I soldi stanno arrivando e me li spendo io». A pronunciare questa minaccia, secondo le accuse della Procura, sarebbe stato Marco Varrucciu, ex consigliere comunale di Olbia, a processo per tentata estorsione ai danni di Giovanni Antonio Mellino. I fatti risalgono all’autunno 2014. Varrucciu, difeso dall’avvocato Giommaria Uggias, avrebbe messo in contatto Giovanni Antonio Mellino con la banca Bnl a cui l’uomo, costituito parte civile con l’avvocato Antonio Canalis, aveva fatto richiesta di un finanziamento. Una parte dei 120mila euro richiesti era arrivata, mentre un’altra tranche del finanziamento, 12mila euro, tardava ad arrivare. Mellino avrebbe quindi protestato con Varrucciu dicendogli che lo avrebbe denunciato alla guardia di finanza (cosa che, poi, ha effettivamente fatto). Da lì, la minaccia di Varrucciu contestata dalla Procura.
Ieri è stata sentita la guardia di finanza che aveva eseguito l’attività investigativa. Dall’esame dei dispositivi informatici sequestrati nell’abitazione dell’imputato non è emersa documentazione riconducibile alle accuse mosse a Varrucciu. Dalla banca, gli investigatori, hanno acquisito la documentazione presentata per la richiesta di finanziamento con le buste paga intestate a Mellino e alla moglie risultate false. Su richiesta del difensore dell’imputato, il giudice Nicola Bonante ha disposto il dissequestro dei dispositivi informatici. L’udienza è stata rinviata al 15 settembre per sentire l’ex direttore della banca, mentre l’imputato sarà esaminato il 27 settembre. (t.s.)
Ieri è stata sentita la guardia di finanza che aveva eseguito l’attività investigativa. Dall’esame dei dispositivi informatici sequestrati nell’abitazione dell’imputato non è emersa documentazione riconducibile alle accuse mosse a Varrucciu. Dalla banca, gli investigatori, hanno acquisito la documentazione presentata per la richiesta di finanziamento con le buste paga intestate a Mellino e alla moglie risultate false. Su richiesta del difensore dell’imputato, il giudice Nicola Bonante ha disposto il dissequestro dei dispositivi informatici. L’udienza è stata rinviata al 15 settembre per sentire l’ex direttore della banca, mentre l’imputato sarà esaminato il 27 settembre. (t.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
