Abbondano targhe e numeri civici, è polemica
di Pietro Zannoni
Prima l’inadeguata toponomastica di Calangianus creava disguidi, ora ci si lamenta del contrario
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CALANGIANUS. Le si attendevano da anni le nuove targhe viarie e i numeri civici, perché una toponomastica adeguata e una numerazione precisa sulle varie abitazioni mancava. Si creavano non pochi disguidi, specie con i postini. Ora una delle più qualificate ditte nazionali del settore, provvede a disporre le nuove targhe (in ceramica nel centro storico ) e i nuovi numeri civici in bachelite, sulle unità immobiliari e su tutto ciò che può essere un potenziale ingresso sulle vie. Non si trascura l’agro. E all’ufficio tecnico arrivano non poche telefonate di protesta: chi si lamenta che ci sono troppi numeri in un unico edificio, chi segnala che anche le vetrine di un negozio son state numerate e nota che in questo modo si stanno spendendo soldi inutili. Poi c’è la questione campagne. «Fanno ridere - dicono altri - certe targhette collocate nell’agro». Stupisce che anche a lato di un cancello coperto di rovi, da decenni non più aperto, ci sia un numero civico. Qualche proprietario scopre che il nome della località del suo terreno non sia più quello che lui aveva sempre conosciuto ma abbia il nome di quella confinante. Se è vero che prima ci si lamentava per toponomastica inadeguata, ora ci si lamenta della eccessiva particolarità della numerazione. All’ufficio tecnico si cerca di spiegare il tutto: «In tanti telefonano e chiedono chiarimenti. Diciamo subito che tutto è svolto a norma di legge da persone competenti. La tipologia di targhe e di numeri civici sono stati concordate con la Soprintendenza e nell’agro si tiene conto del catasto. Non si poteva dividere ancora di più certe località o strade campestri e sono stati accorpati certi numeri per eliminare ulteriori disguidi. Infine se in un edificio ci sono più numeri civici, ciò lo prevede la legge. Si guarda al domani. quando ci saranno nuovi proprietari».
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