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Olbia

Scontro tra due moto condannato a 2 anni centauro sassarese

di Tiziana Simula
Scontro tra due moto condannato a 2 anni centauro sassarese

Nell’incidente a Palau era morto un maître di Pistoia Il conducente della Suzuki aveva invaso la corsia opposta

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PALAU. Lo scontro frontale tra due moto, avvenuto nel giugno 2014 sulla strada tra Palau e Santa Teresa, era stato fatale per Lorenzo Aronica, un maître di 46 anni di Pistoia, rimasto ucciso sul colpo. Il conducente dell’altra moto, Nicolino Pala 65 anni, di Sassari, è stato condannato ieri dal giudice Camilla Tesi a due anni di reclusione e al risarcimento di 130mila euro ai familiari della vittima, costituiti parti civili con l’avvocato Pardo Cellini.

Il giudice non ha riconosciuto nei confronti dell’imputato l’aggravante della guida in stato di ebbrezza contestata nel capo d’imputazione, l’accertamento è stato dichiarato inutilizzabile. Il pubblico ministero Gianmarco Vargiu aveva chiesto una condanna a due anni. Nicolino Pala, difeso dall’avvocato Pietro Diaz, era accusato di omicidio colposo. Secondo i rilievi effettuati dai carabinieri, in sella alla sua Suzuki 650 aveva invaso la corsia opposta in prossimità di una curva, proprio nel momento in cui sopraggiungeva la Malaguti guidata da Aronica. L’incidente era accaduto a notte fonda, intorno alle 2.30. Lorenzo Aronica, nato a Villarosa (in provincia di Enna), ma da molti anni residente in Toscana a Ponte Buggianese, un piccolo borgo vicino a Montecatini, nel Pistoiese, aveva terminato il turno di lavoro nel ristorante “L’Osteria” di Porto Pozzo, dove lavorava da una quarantina di giorni. Era andato a Palau per trascorrere qualche ora insieme agli amici e stava rientrando a Porto Pozzo, dove abitava, in sella alla sua Malaguti. Arrivato nella zona della Capannaccia, lo scontro con la moto guidata da Nicolino Pala, che lavorava come cuoco in un ristorante di Palau. Un impatto terribile. Il corpo di Lorenzo Aronica era volato per diversi metri schiantandosi sull’asfalto, vicino ai resti della sua moto. Mentre gli operatori del 118 provavano inutilmente a tenerlo in vita, i carabinieri avevano sottoposto all’alcoltest Nicolino Pala. Che era risultato positivo. Erano quindi scattati automaticamente gli arresti domiciliari con l’accusa di omicidio colposo.

L’accertamento è risultato inutilizzabile nel processo.

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