Alimenti e medicinali da spedire in Ucraina «Serve ancora aiuto»
di Dario Budroni
Al Delta center il centro di raccolta di beni di prima necessità Ucraini e olbiesi al lavoro per scaricare e smistare la merce
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OLBIA. La solidarietà è come una catena di montaggio. C’è chi smista, chi inscatola, chi scarica auto e pulmini. Lidiia Stadnychuk è una che non si ferma un secondo. Qualche giorno fa, mentre l’esercito russo scatenava la sua quotidiana pioggia di missili su città e aeroporti, si trovava al confine tra Polonia e Ucraina. «Ho aiutato un po’ di persone, soprattutto disabili, a varcare la frontiera – racconta la giovane donna, in Italia dal 2008 –. Sono ucraina e quindi potevo entrare e uscire dal mio Paese. Sono andata ad aiutare. I miei parenti sono ancora lì, per fortuna nella zona ovest. La sorella di mia mamma è invece a est, dove non hanno quasi più nulla da mangiare». Adesso Lidiia è di nuovo a Olbia. Nel grande centro di smistamento che si trova al Delta center, in zona industriale, sta passando le ore a raccogliere tutto ciò che arriva da ogni angolo della Sardegna. Buddusò, Ploaghe, Burgos, Bono, Sassari, Cagliari: la solidarietà è in moto e a Olbia arrivano beni di tutti i tipi. «Abbiamo detto stop al vestiario – continua Lidiia –. Servono soprattutto farmaci, sapone, pannolini, prodotti a lunga conservazione. Chiunque può venire qui per donare o per darci anche una mano. Va bene anche un semplice pacco di pasta». La merce sarà poi spedita a Roma e Verona, dove si trovano i più grandi centri di raccolta in Italia. Un lavoro senza sosta che va avanti ormai da giorni. In prima linea c’è l’Organizzazione cittadini immigrati, con la collaborazione del Comune, dell’ambasciata ucraina, dei ragazzi delle scuole e delle associazioni cittadine, come per esempio l’Avis. Gavino Murrighile, imprenditore e presidente Avis, ha messo a disposizione in maniera gratuita un grande spazio del suo Delta center. E come accaduto lunedì, con la fiaccolata per la pace organizzata con Cgil e Anpi, la comunità ucraina di Olbia non si aspettava una risposta di questo tipo. «Pensavano di mandare giusto un paio di pulmini, invece la merce è davvero tanta – dice Vira Mrykalo –. Per questo vogliamo ringraziare davvero tutti, siamo grati. La situazione, in Ucraina, peggiora di giorno in giorno. Davanti ai confini ci sono file di profughi lunghe decine di chilometri. Ogni giorno cercano di bombardare la mia città». Il centro di raccolta del Delta center è l’unico individuato e riconosciuto dalle istituzioni. Al lavoro ci sono decine di persone. Tanti ucraini che vivono da anni in città. E poi ci sono anche tanti olbiesi: alcuni si presentano davanti alle porte del locale e donano cibo, saponi e pannolini, altri si rimboccano le maniche e danno una mano per lo smistamento. E a fare la loro parte sono anche gli studenti delle scuole. Come quelli del liceo scientifico Mossa, che hanno raccolto già un bel po’ di merce da spedire lassù, dove i palazzi sono sventrati dai missili e le strade disseminate di carri armati in fumo.
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