«Risonanza urgente? All’ospedale di Olbia i tempi sono lunghi»
OLBIA. Non dà le colpe a nessuno e capisce il momento difficile che attraversa la sanità, «soprattutto per la mancanza di personale. Ma nel momento in cui ti viene chiesto un esame urgente dopo...
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OLBIA. Non dà le colpe a nessuno e capisce il momento difficile che attraversa la sanità, «soprattutto per la mancanza di personale. Ma nel momento in cui ti viene chiesto un esame urgente dopo essere stata sottoposta a una visita specialistica, allora bisogna trovare il modo per rispondere subito alla richiesta. Io sto aspettando da quasi un mese e anche se la data dell’appuntamento fissato dal Cup è ormai vicina, le mie condizioni di salute sono nel frattempo peggiorate». A parlare è una giovane donna che da due mesi soffre di dolori alle articolazioni e a cui il 14 febbraio scorso è stata prescritta una risonanza magnetica urgente. «Ma il primo posto libero era per l’8 di marzo e in queste settimane di attesa sono stata malissimo. Quando tutto è cominciato - racconta - andavo avanti con gli antidolorifici. E per un po’ sono bastati. Poi però i dolori sono aumentati troppo e in più di un’occasione sono anche dovuta andare al pronto soccorso. Uno specialista, poi, a metà febbraio, mi ha appunto prescritto la risonanza urgente e questo vuol dire che avrei dovuto farla entro 72 ore anche perché avevo cominciato a perdere sensibilità alle gambe e al bacino. Mi sentivo e mi sento come “anestetizzata”. Quindi, mi aspettavo di poter fare la risonanza e di avere risposte precise in breve tempo. Niente da fare. Non c’era posto a Olbia nel giro di qualche giorno e nemmeno da altre parti. So bene che mancano medici, tecnici e infermieri e so anche che i pochi che lavorano devono fare i salti mortali, ma non si può lasciare nell’incertezza e nella paura chi ha bisogno di avere una diagnosi immediata».
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