La Nuova Sardegna

Olbia

Lavoratori nel limbo «Non dimenticatevi di questa vertenza»

di Dario Budroni
Lavoratori nel limbo «Non dimenticatevi di questa vertenza»

Bardini (Anpav): «Attivate subito il bacino per le assunzioni» E sulla compagnia sarda: «È fattibile, il modello è la Corsica»

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OLBIA. Il rischio di restare impantanati nel fondo del dimenticatoio resta particolarmente concreto. Due anni fa, dopo la messa in liquidazione della compagnia, fu il coronavirus a oscurare la vertenza e le speranze dei lavoratori Air Italy. Adesso, due mesi dopo l’invio di 1.322 lettere di licenziamento, è una guerra su suolo europeo a mettere in secondo piano tutto il resto. «Sì, la vertenza Air Italy è la più sfortunata di tutte – commenta Marco Bardini, segretario regionale dell’Anpav –. Gravissimi eventi internazionali continuano a soffocare questa battaglia. Ma noi siamo qui e siamo in attesa di risposte». Qualcosa, comunque, nelle ultime settimane si è mosso. Innanzitutto c’è l’emendamento al decreto milleproroghe, che punta a creare un bacino nel quale inserire i lavoratori licenziati e ormai in Naspi. E poi c’è la mossa della Regione, che ha avanzato la discussa idea di una compagnia aerea regionale. «Sono azioni che, secondo me, vanno nella giusta direzione – dice Bardini –. Il bacino, però, va subito reso operativo, altrimenti resteremo esclusi da eventuali assunzioni. Per quanto riguarda la compagnia sarda, secondo me è fattibile. Ce l’ha la Corsica, ce la può fare anche la Sardegna».

Il bacino. In seguito all’emendamento al decreto milleproroghe presentato da Romina Mura, Pd, presidente della commissione Lavoro della Camera, per i prossimi tre anni i lavoratori licenziati di Air Italy saranno inseriti in un bacino dal quale le imprese del settore aereo potranno attingere per le loro assunzioni. «A parte quelli stanziati dalla Regione per il mantenimento dei brevetti, il bacino previsto dall’emendamento è ancora privo di fondi e contenuti – sottolinea il sindacalista Anpav –. Per questo ci aspettiamo una immediata convocazione da parte dei ministeri coinvolti. Bisogna subito rendere il bacino operativo. Faccio un esempio: Ita sta assumendo, ma se non si attiva subito quel bacino noi continueremo a restare fuori da tutto. L’emendamento è stato pubblicato in Gazzetta, ma bisogna fare in modo che non rimanga lettera morta. Per ora, il governo è latitante».

La compagnia sarda. Nelle scorse settimane, con un emendamento alla finanziaria regionale, sono stati previsti 300mila euro per effettuare uno studio preliminare sulla fattibilità del progetto di una compagnia aerea sarda. Considerate le esperienze passate, le critiche non sono certo mancate. Ma Marco Bardini è uno che ci crede. «È realizzabile – afferma il sindacalista dell’Anpav –. Basta guardare cosa accade in Corsica, dove da anni opera una compagnia regionale che funziona benissimo e che garantisce i collegamenti con i quattro aeroporti isolani. In Sardegna valgono le stesse regole comunitarie della Corsica. In più, la Sardegna ha molti più abitanti e grazie al turismo si può ormai contare su otto mesi di florido mercato. Immagino una compagnia aerea con capitale pubblico-privato e che possa anche nascere come costola di Ita». Secondo Bardini, in questo modo si potranno raggiungere due obiettivi: garantire una migliore mobilità ai sardi e dare un futuro agli ex lavoratori Air Italy rimasti a casa dopo la fine della storica compagnia con sede a Olbia. «I sardi sono spesso impossibilitati a raggiungere le località della penisola perché schiavi delle logiche imprenditoriali aggressive e imprevedibili delle varie compagnie aeree – conclude Bardini –. Il progetto di una compagnia sarda, inoltre, sarebbe anche coerente all’emendamento al decreto milleproroghe».

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