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Olbia

Cancelliere sotto inchiesta, scatta l’archiviazione

Cancelliere sotto inchiesta, scatta l’archiviazione

Vicenda chiusa per Maurizio Fara, per il gip del tribunale di Tempio non ci sono stati rifiuti e omissioni

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TEMPIO. Nessun rifiuto, nessuna omissione. La condotta contestata al cancelliere Maurizio Fara non ha nessuna rilevanza penale. Il gip del tribunale di Tempio Claudio Cozzella ha accolto la richiesta di archiviazione presentata dal pubblico ministero Gregorio Capasso e ha archiviato il procedimento penale nei confronti del cancelliere del tribunale di Tempio. Nel decreto di archiviazione, il giudice rileva «la radicale insussistenza del reato contestato». Maurizio Fara, difeso dagli avvocati Jacopo e Angelo Merlini, era finito sotto accusa nell’ambito dell’inchiesta della procura di Roma per la presunta turbativa d’asta per la vendita della villa di Sebastiano Ragnedda che nel 2018 aveva travolto il palazzo di giustizia gallurese coinvolgendo magistrati, avvocati e cancellieri (parte degli imputati sono stati assolti, per altri il processo è in corso). Fara era stato accusato di non aver comunicato al giudice Alessandro Di Giacomo la notifica del provvedimento del 15 luglio 2016 con cui il presidente del tribunale assegnava a Di Giacomo la trattazione del fascicolo penale (per detenzione di droga) aperto a carico dell’imprenditore Cristian Ambrosio. Il gip Cozzella – su richiesta dei difensori la posizione di Fara è stata stralciata per incompetenza territoriale passando dal tribunale di Roma a quello di Tempio – ha escluso qualsiasi omissione dolosa da parte del cancelliere. Nel decreto di archiviazione, il giudice evidenzia innanzitutto che quel provvedimento non aveva carattere di urgenza (se così fosse stato occorreva indicarlo) e per capire l’insussistenza dell’accusa mossa a Fara inquadra la condizione disastrosa in cui versava nel 2015 e 2016 il tribunale gallurese, oberato dal carico di lavoro e con pochissimo personale. Fara, spiega Cozzella, svolgeva le sue funzioni di cancelliere, «non per un solo giudice, né per due, né per tre, ma per quattro giudici contemporaneamente», con innumerevoli passaggi di fascicoli e tutto il carico di lavoro legato agli stessi fascicoli, alla preparazione delle udienze, alla partecipazione alle udienze, alle notifiche degli atti giudiziari e a numerose altre attività. Il tutto moltiplicato per quattro magistrati. Questa la situazione emersa dagli accertamenti eseguiti nel corso delle indagini. «Si è trattato chiaramente di una dimenticanza o di un ritardo nella comunicazione di un mero atto interno che non può essere automaticamente connotato da rilevanza penale», scrive il giudice. Anche questo caso, dunque, finisce in una bolla di sapone restituendo la dovuta serenità al cancelliere. Un esito atteso e accolto con grande soddisfazione dai suoi difensori. L’archiviazione si aggiunge alle assoluzioni dei magistrati Francesco Mazzaroppi, Chiara Mazzaroppi e Andrea Schirra, della presidente della Corte d’appello di Cagliari Gemma Cucca e al proscioglimento della cancelliera Francesca Debidda. (t.s.)

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