In aula il caso del palazzo-tugurio
L’interpellanza dell’opposizione sulla bomba sociale di viale Aldo Moro sarà discussa in Consiglio
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OLBIA. Il caso del vecchio palazzo occupato e trasformato in discarica si ritaglia un posto nel dibattito politico. Nella seduta del consiglio comunale in programma giovedì alle 16 verrà discussa l’interpellanza presentata a metà febbraio da tutta la minoranza, con la quale si chiedeva al sindaco Settimo Nizzi di riferire in Consiglio sulle misure intraprese dal Comune per mettere fine alla situazione che si è da anni creata all’interno dello stabile che si affaccia su viale Aldo Moro, via Longhena e via Peruzzi. Una grande struttura – un tempo sede degli uffici della Asl, di una banca e di due ristoranti – che è man mano diventata una bomba sia sociale che ambientale. Qualcosa, comunque, nelle ultime settimane si è mosso: la polizia locale ha effettuato diversi sopralluoghi e il sindaco ha annunciato una ordinanza di inabitabilità e di sgombero, mentre la proprietà ha portato via i rifiuti che si trovavano in particolare nel cortile e nei corridoi del palazzo.
L’opposizione. I consiglieri di minoranza avevano presentato una interpellanza rivolta al primo cittadino. «Nell’immobile – avevano scritto – vi è una quantità indefinibile di rifiuti di ogni genere, tra i rifiuti ci sono anche siringhe utilizzate da tossicodipendenti, nel sito sono violate le norme igienico sanitarie di base, c’è una presenza di ratti e blatte in quantità non determinabili, i cittadini che risiedono nella zona hanno dimostrato timori e insicurezza sociale anche a mezzo stampa».
La proprietà. Dopo un lungo periodo di totale abbandono, la proprietà è intervenuta attraverso l’avvocato Salvatore Deiana, legale della Alturcampa, società proprietaria del palazzo e riconducibile alla famiglia Pulcini. È stata quindi presentata una denuncia in Procura contro ignoti. Un modo, questo, per chiedere anche un supporto nelle future operazioni di sgombero. Sempre la proprietà ha nel frattempo liberato l’edificio dal grosso dei rifiuti e ha inoltre annunciato di voler murare gli accessi per evitare nuove occupazioni.
Il Comune. Il sindaco Settimo Nizzi, a fine febbraio, attraverso una apposita comunicazione, aveva a sua volta avvisato la proprietà del fatto che era stato appena avviato il procedimento amministrativo che si concluderà presto con una ordinanza di sgombero. «L’immobile versa in un totale stato di degrado e insalubrità – aveva scritto il primo cittadino –. Alcune delle singole unità abitative risultano attualmente occupate anche da famiglie con figli minori. Manca il collegamento con la rete idrica, sono presenti delle vere e proprie discariche abusive di rifiuti, le unità immobiliari presentano distacchi della tinteggiatura, efflorescenze, ammaloramenti delle superfici, macchie di umidità, porte divelte. L’area interna, oltre che dai rifiuti, è invasa da erbacce e arbusti incolti, condizioni ideali per favorire la proliferazione di topi, zanzare e altri insetti nocivi». (d.b.)
L’opposizione. I consiglieri di minoranza avevano presentato una interpellanza rivolta al primo cittadino. «Nell’immobile – avevano scritto – vi è una quantità indefinibile di rifiuti di ogni genere, tra i rifiuti ci sono anche siringhe utilizzate da tossicodipendenti, nel sito sono violate le norme igienico sanitarie di base, c’è una presenza di ratti e blatte in quantità non determinabili, i cittadini che risiedono nella zona hanno dimostrato timori e insicurezza sociale anche a mezzo stampa».
La proprietà. Dopo un lungo periodo di totale abbandono, la proprietà è intervenuta attraverso l’avvocato Salvatore Deiana, legale della Alturcampa, società proprietaria del palazzo e riconducibile alla famiglia Pulcini. È stata quindi presentata una denuncia in Procura contro ignoti. Un modo, questo, per chiedere anche un supporto nelle future operazioni di sgombero. Sempre la proprietà ha nel frattempo liberato l’edificio dal grosso dei rifiuti e ha inoltre annunciato di voler murare gli accessi per evitare nuove occupazioni.
Il Comune. Il sindaco Settimo Nizzi, a fine febbraio, attraverso una apposita comunicazione, aveva a sua volta avvisato la proprietà del fatto che era stato appena avviato il procedimento amministrativo che si concluderà presto con una ordinanza di sgombero. «L’immobile versa in un totale stato di degrado e insalubrità – aveva scritto il primo cittadino –. Alcune delle singole unità abitative risultano attualmente occupate anche da famiglie con figli minori. Manca il collegamento con la rete idrica, sono presenti delle vere e proprie discariche abusive di rifiuti, le unità immobiliari presentano distacchi della tinteggiatura, efflorescenze, ammaloramenti delle superfici, macchie di umidità, porte divelte. L’area interna, oltre che dai rifiuti, è invasa da erbacce e arbusti incolti, condizioni ideali per favorire la proliferazione di topi, zanzare e altri insetti nocivi». (d.b.)
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