La Nuova Sardegna

Olbia

Sparò al fratello a Olbia, condannato a 4 anni

Tiziana Simula
Sparò al fratello a Olbia, condannato a 4 anni

La corte d’appello alleggerisce la pena inflitta in primo grado per tentato omicidio (6 anni e 4 mesi) a Paolo Ruggero

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OLBIA. I rapporti erano tesi, litigavano di continuo. Una convivenza difficile, la loro. E quella notte del giugno 2016, l’ennesimo alterco tra i fratelli Ruggero era culminato con un colpo di pistola: Paolo, meccanico, con un passato da campione regionale di ciclismo su strada, aveva puntato la Glock 22 calibro 40 regolarmente detenuta, contro il fratello minore Giovanni, disoccupato, alle spalle diversi guai giudiziari, e aveva sparato. Ferendolo alla schiena. I carabinieri lo avevano arrestato con l’accusa di tentato omicidio aggravato dal vincolo familiare. Era stato processato con rito abbreviato e condannato, nel marzo 2019, a 6 anni e 4 mesi di reclusione. Sentenza appellata dal suo difensore, l’avvocato Antonello Desini. Ieri il pronunciamento della Corte d’appello. Che ha riformato la sentenza di primo grado e fatto scendere la pena a 4 anni, riconoscendo all’imputato le attenuanti generiche.

Quello tra i due fratelli Ruggero era da tempo un rapporto burrascoso, fatto di continui scontri. Nell’abitazione di via Grosseto, in zona Bandinu, dove vivevano insieme, si era creato un clima di forte conflittualità, che li portava a litigare anche per banalità. A scatenare l’ennesima lite, nel giugno 2016, sarebbe stata la luce lasciata accesa da Giovanni nella “casetta degli attrezzi”. Da lì, insulti e minacce reciproche. Finché la rabbia sfociò in violenza. La rissa furibonda nella notte – erano circa le 22 – era cominciata nella “casetta degli attrezzi”, un locale attiguo all’abitazione dei Ruggero, per proseguire, poi, in strada. Una via buia, senza illuminazione pubblica. Lì, Paolo, al culmine del litigio, aveva esploso un colpo di pistola contro il fratello, raggiunto da un proiettile alla schiena. Nella rissa, Paolo si era lussato la spalla sinistra. In ospedale, i due fratelli ci erano arrivati in macchina: uno, il ferito, accompagnato da uno zio che, sentiti gli spari, si era precipitato fuori casa per soccorrerlo, l'altro, lo sparatore, era stato portato al pronto soccorso da un amico a cui aveva chiesto aiuto per via del dolore fortissimo alla spalla. Ed è lì, che i carabinieri lo avevano arrestato. Agli inquirenti, Paolo aveva detto di essersi dovuto difendere dal fratello minore che lo aveva minacciato con un coltello.

Giovanni Ruggero si è costituito parte civile con l’avvocato Giampaolo Murrighile.

Ora i rapporti tra i due fratelli sono nettamente migliorati.



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